Augusto Ressa, architetto della Soprintendenza al patrimonio storico artistico e direttore del progetto di restauro, dopo una chiusura di oltre sette anni, finalmente riapre il Museo nazionale archeologico di Taranto. «Il 20 dicembre potrebbe essere la data dellevento culturale dellanno in Puglia, ma il condizionale è dobbligo. Lo sciopero degli autotrasportatori ci sta creando grosse difficoltà e non nascondo di essere molto preoccupato». Quali sono i problemi? «Una serie di importanti forniture come i marmi destinati a far da base ai reperti in mostra e la vetrina che ospiterà i celebri Ori di Taranto sono bloccati sulle strade, in qualche parte dItalia. Linaugurazione dunque è condizionata dallo sblocco della situazione del trasporto». Incrociando le dita, cosa potrà ammirare la gente fra una settimana? «Preciso che di fatto si tratta di una riapertura parziale che riguarderà per ora solo il primo piano della struttura museale: tremila metri quadrati sui cinquemila disponibili in totale. Tuttavia, benché non si tratti di una riapertura completa, si potranno ammirare materiali lapidei, mosaici, la straordinaria collezione di monili che ha incantato il mondo, reperti mai esposti prima e altri notissimi sottoposti per loccasione a nuovi restauri: una collezione splendida e preziosa inserita in un percorso del tutto nuovo». Quando è previsto il completamento del Museo con lutilizzo del secondo piano? «Se arrivano i due milioni di euro necessari, entro lanno prossimo potremmo farcela». Quindi in otto anni Taranto riavrà per intero il suo polo museale. «È stata unopera complessa. I lavori non hanno riguardato solo il riordino e lampliamento del percorso espositivo, ma anche il consolidamento e la ristrutturazione della sede, lex convento di San Pasquale, edificio del XVIII secolo del quale oggi rimane la sagoma, sviluppata attorno al chiostro porticato. Quello che viene riconsegnato alla città è, dunque, un museo completamente nuovo: nella proposta espositiva, negli spazi e nellutilizzo della multimedialità». (t. tum.)
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Il Museo nazionale archeologico di Taranto, dopo oltre sette anni di chiusura, potrebbe riaprire il 20 dicembre. La riapertura è condizionata dallo sblocco delle forniture, come i marmi e la vetrina, bloccate sulle strade. La chiusura è stata causata da uno sciopero degli autotrasportatori. La riapertura sarà parziale, riguardando solo il primo piano, con 1.000 metri quadrati su 5.000 disponibili. Il museo presenterà materiali lapidei, mosaici, reperti e collezioni rare. Il completamento del museo con lutilizzo del secondo piano è previsto entro lanno prossimo, se arrivano i 2 milioni di euro necessari.
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