Possibili 250 annualità di contratto, ancora da stabilire come saranno distribuite Con quei soldi prenderanno il via sedici progetti Diminuiscono i dipendenti ma non le spese per il personale Il primo a decollare sarà Strt, che tende ad aggregare competenze nellinnovazione Lassessore Baronti: "Contributo per sottrarli alla condizione di precarietà" -------------------------------------------------------------------------------- Un accordo tra Regione e Cnr sblocca 18 milioni di risorse e mette a disposizione 250 annualità di contratto per il reclutamento di ricercatori. «Attueremo - ha spiegato Eugenio Baronti, assessore regionale alla ricerca e alluniversità - sedici nuovi progetti per favorire la crescita del sistema della ricerca in Toscana, sostenere lintegrazione fra ricerca di base e ricerca applicata, valorizzare le ricadute della ricerca nei settori dellambiente e del sociale, promuovere linnovazione e il trasferimento tecnologico e la creazione di reti, sia fra università e centri di ricerca che fra centri di ricerca e imprese». Lavvio delle attività di ricerca è stato annunciato a Sesto Fiorentino, dove è stata presentata la bozza di protocollo di intesa tra Regione e Cnr che verrà presto sottoscritta dai rispettivi presidenti Claudio Martini e Federico Rossi. Fra pochi giorni la stipula della prima convenzione, quella relativa al progetto STrT, che tenderà ad aggregare, coordinare, sviluppare e promuovere le competenze nel settore della scienza e dellinnovazione tecnologica per i beni culturali. A seguire saranno stipulate le altre convenzioni di ricerca che mirano a consolidare il primato di Firenze nellottica, in campo energetico, ambientale - in particolare per il contributo fornito nel settore del telerilevamento - ed agro-forestale. «Vengono poste le premesse per una maggiore valorizzazione e tutela dei ricercatori» sostiene lassessore Baronti. Questo protocollo dintesa col Cnr è un contributo - aggiunge lassessore - «al comune impegno per evitare ogni possibile confusione fra percorsi formativi ed attività lavorative dei ricercatori e per sottrarre progressivamente i ricercatori ad una condizione di precarietà. Certo, non si prefigura una generalizzata stabilizzazione di quanti lavorano nella ricerca, ma il protocollo consente lestensione dei contratti a tempo determinato progressivamente fino ad estendere tale formula a tutti i soggetti che ne abbiano diritto, senza per questo precludere lingresso a nuovi soggetti sprovvisti dei requisiti per laccesso a tale istituto contrattuale. Le attività di ricerca finanziate dalla Regione con questo accordo - conclude Baronti - prevedono circa 250 annualità di lavoro con contratto a termine e quindi linstaurarsi di un numero consistente di contratti che Regione e Cnr convengono attuino quanto previsto dalla Carta europea dei ricercatori». (ma. bo.)