"Ma è solo unapertura parziale in attesa degli altri due milioni" LArcheologico riaprirà il 20: dieci sale con gli Ori al centro Così cambierà anche il percorso espositivo Visita in anteprima nel palazzo chiuso dal gennaio 2000 Lo sciopero dei Tir ha rallentato i lavori "Ritardate le consegne, speriamo di essere pronti per la data dellinaugurazione" È fissata per il 20 linaugurazione del museo chiuso da sette anni Un percorso espositivo nuovo di zecca che si snoda lungo dieci grandi e luminose sale, ripercorrendo la storia dalla fase neolitica allepoca bizantina. In mostra soltanto una parte dellimmenso patrimonio che comprende i celebri Ori di Taranto, esposti e ammirati in mezzo mondo. Dopo sette anni di restauri, la città jonica ritrova il suo Museo nazionale archeologico e si prepara allevento inaugurale, il 20 dicembre, con il ministro dei Beni culturali, Francesco Rutelli. TARANTO - Rieccolo il Museo nazionale archeologico di Taranto restituito alla città in tutto il suo monumentale splendore. La facciata avorio del settecentesco convento di San Pasquale, in corso Umberto, è finalmente libera da gru, impalcature e lamiere che lhanno nascosta per sette anni agli occhi di tarantini e non solo. Allinterno le grandi e luminose sale espositive sono pronte ad accogliere solo una piccola parte dellinfinito patrimonio di un museo fra i più importanti dItalia: 220mila i reperti inventariati, molti di più quelli ancora da schedare. Manca una settimana al 20 dicembre quando, se tutto andrà bene, i riflettori si accenderanno sul complesso per linaugurazione con il ministro dei Beni culturali, Francesco Rutelli. Ci fa da guida per la visita in anteprima Antonietta DellAglio, direttrice dal '98 del Museo tarantino. Insieme a lei, Augusto Ressa, larchitetto che ha realizzato e diretto il progetto architettonico e museografico, e Daniela De Bellis, incaricata dalla Direzione regionale dei Beni culturali di seguire il restauro di mosaici e materiali lapidei. Si cammina fra cavi, fili, sbarramenti e quasi nelloscurità: da martedì manca lenergia elettrica e il nervosismo serpeggia. Sette anni di chiusura, dal gennaio del 2000, con il parziale trasferimento delle collezioni a Palazzo Pantaleo, perché la città non rimanesse orfana del suo patrimonio archeologico, costituito in un arco di tempo pari ad un secolo. Un periodo infinito, dovuto ai finanziamenti europei, nazionali e regionali non erogati in maniera continuativa. Una gran fatica compensata dallemozione espressa anche dal Soprintendente archeologo, Giuseppe Andreassi, per limminente riapertura. Il nuovo Museo archeologico offrirà ai visitatori dieci sale, quelle poste al primo piano; le altre, una quindicina, sono al secondo, che aprirà entro il 2008. Nella struttura simbolo della Magna Grecia è stato realizzato un percorso espositivo nuovo di zecca, cronologico e tematico nello stesso tempo, che parte dalla fase neolitica del territorio tarantino per arrivare alletà bizantina, passando per la colonizzazione greca, la civiltà romana, la città tardoantica. Lesposizione muove dalla fase legata alla necropoli ellenistica del quarto secolo. È stato ricostruito un ipogeo monumentale funerario, la tomba delle cariatidi di Vaste, a Poggiardo, in Salento: tre sculture sono originali; la quarta è una copia realizzata al computer delloriginale conservata al "Castromediano" di Lecce. Ma anche le testimonianze di epoca romane sono importanti: fra tutte una copia della Lex del Municipio tarantino del primo secolo avanti Cristo. Nuova di zecca la sezione espositiva creata intorno al chiostro, che ospiterà fra laltro la collezione di tele donate al museo a inizi Novecento dal vescovo Ricciardi. Importante e prezioso il mosaico mai esposto ritrovato nel '99 in via Mazzini, nel corso di lavori di urbanizzazione: realizzato con ciottoli e tessere, documenta una delle prime attestazioni musive a Taranto nella fase iniziale della romanizzazione. Ma il pezzo forte sono gli Ori di Taranto, gioielli e oggetti di cosmesi ritrovati in una tomba a Canosa, che hanno incantato migliaia di visitatori nelle mostre a Milano, Parigi, Amburgo e Tokyo. Una vetrina, quella degli Ori che, si può scommettere, continuerà ad incantare tarantini e non fra pochi giorni. Dopo linaugurazione, il museo sarà aperto tutti i giorni, festivi compresi, dalle 8.30 alle 19.30, salvo a Natale e a Capodanno. «Speriamo che la città risponda bene - conclude la dottoressa DellAglio - Cè molta richiesta di cultura, ma tutte le attività realizzate dal 2002, quando abbiamo recuperato lingresso, hanno richiamato pochi tarantini e molti appassionati».