Chi studia storia dellarte arriva al 700 stremato, saturo di bellezza, di capolavori e di artisti supremi dei secoli precedenti e, a peggiorare le cose, larte di quel secolo cimette di suo una grazia e una leziosità stucchevoli per il nostro gusto. Claudio Strinati nel suo Il mestiere dellartista, 20 puntate dedicate a scultori e pittori del 700, in onda Alle 8 della sera (Radio 2 Rai, dalle 20 alle 20.30, dal 3 al 28 dicembre) ribalta limpostazione storiografica e riesce a farci appassionare allargomento. Inizia con un paradosso: tutti noi conosciamo e ammiriamo la Fontana di Trevi e la scalinata di Trinità dei Monti a Roma ma nessuno, tranne gli specialisti, ha la curiosità di conoscere i nomi degli architetti e degli scultori che hanno progettato e realizzato quei capolavori. La ragione sta nel fatto che quelle opere più che contemplarle, le usiamo, le tocchiamo. Per la prima volta la città diventa il campo di esercitazione dellartista. Il 700 è anche il secolo del vedutismo, della pittura che si distacca dai soggetti religiosi e Claudio Strinati ci fa compiere un vertiginoso percorso dallolandese Gaspare Van Vittel a Francesco Guardi, fermandosi poi a lungo sul Canaletto e sullimpiego da parte dellartista della camera ottica. Con le sue vedute veneziane, essendo la città rimasta sostanzialmente intatta, possiamo mettere a confronto la realtà e la suarappresentazione. Nella percezione di questo scarto si trova la pienezza della soddisfazione estetica, sfiorando il grande mistero della definizione dellarte. E unardua impresa raccontare larte senza lausilio delle immagini ma Claudio Strinati dimostra che è possibile.