Con ristorante, sala giochi, residence, megaparcheggio. E pontili per barche, almeno 100. Con i pali del molo conficcati nei muri di una villa romana, finita sott'acqua, a 4 metri di profondità, per il bradisismo. El Piranha è stato in funzione per oltre 20 anni, punto di ritrovo della vita balneare di Bacoli. Ieri le ruspe hanno iniziato ad abbatterlo alla fine di un iter giudiziario lunghissimo. Una bella struttura, in cemento armato e legno. Addirittura con una pompa di benzina a mare, cosa tanto rara quanto preziosa. Peccato che gli undicimila metri cubi di volumetria totale, su un'area di circa 10mila metri quadri, fossero stati costruiti su un'area totalmente demaniale. Ed è stata la guardia di finanza a sequestrare il club nautico nel 2004, dopo che i lavori erano iniziati addirittura nel 1982. Le ruspe saranno al lavoro per oltre due mesi. La Regione Campania, al termine di un contenzioso durato oltre 4 anni, ha eseguito il decreto di abbattimento emesso dal tribunale. All'inizio della demolizione hanno assistito il presidente della Regione, Antonio Bassolino, l'assessore regionale all'Urbanistica, Gabriella Cundari, quello provinciale all'Ambiente, Francesco Borrelli, i rappresentanti della capitaneria di porto e delle forze dell'ordine, il dirigente regionale del settore Bartolomeo Sciannimanica.. «Oggi buttiamo giù una vera e propria ferita all'ambiente e al patrimonio storico-artistico. Qui non c'è solo un fabbricato, ma un vero e proprio villaggio sorto abusivamente, con case e strutture appoggiate su una villa romana sommersa - spiega il governatore - per noi è una giornata importante, anche perché nei Campi Flegrei investiamo oltre 200 milioni di euro. Stiamo avendo il polso fermo contro gli abusi». Le ruspe andanno avanti anche in futuro. «Ora - continua Bassolino - vogliamo andare avanti con determinazione. Andremo avanti anche grazie alle tecnologie satellitari di cui disponiamo per monitorare le forme di abuso». Sulla stessa lunghezza d'onda il ministro all'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio: «Si tratta di un momento importante per la tutela dell'ambiente del paesaggio e per affermare con forza la legalità nella nostra Regione». Secondo Pecoraro «gli abbattimenti di costruzioni abusive e che deturpano il paesaggio sono un elemento di legalità e di civiltà ed un segnale di netta controtendenza rispetto al passato. La tutela dell'ambiente e del paesaggio deve essere una priorità assoluta per il nostro Paese». «Dobbiamo continuare con la linea della fermezza per evitare ulteriori scempi. Mostrare che gli abusi vengono abbattuti può essere un deterrente per chi ha in mente di farli», questa la riflessione dell'assessore regionale all'Urbanistica, Gabriella Cundari. Per Borrelli «a Bacoli si era veramente superato ogni limite perché si è addirittura costruito un pontile poggiando le fondamenta su una villa romana sommersa», mentre il presidente regionale dei Verdi, Tommaso Pellegrino sottolinea «l'ulteriore dimostrazione che è cambiato il clima e l'attenzione verso l'abusivismo edilizio». Esulta anche Legambiente. «È un altro tassello - dice il presidente Michele Buonomo - nella costruzione di una regione che punta sulla legalità, sul territorio, sulla lotta alle ecomafie».
CAMPANIA - Bacoli. Era un vero e proprio villaggio abusivo.
La struttura El Piranha, un complesso di ristorante, sala giochi, residence e megaparcheggio, è stata demolita a Bacoli, in Campania, dopo un iter giudiziario lunghissimo. La struttura, costruita su un'area demaniale, era stata sequestrata dalla guardia di finanza nel 2004. La Regione Campania ha eseguito il decreto di abbattimento emesso dal tribunale. La demolizione è iniziata ieri e si terrà per oltre due mesi. La struttura era stata costruita su una villa romana sommersa a 4 metri di profondità. La Regione ha investito oltre 200 milioni di euro nei Campi Flegrei per prevenire gli abusi.
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