Erano state trafugate 130 lettere poi finite in collezioni private Due persone denunciate per il reato di incauto acquisto e quattro per vendita illecita di beni culturali -------------------------------------------------------------------------------- MONSUMMANO. Dagli archivi storici alle collezioni private. Un percorso irregolare seguito da centinaia di lettere trafugate dalla "Casa Museo Giuseppe Giusti" di Monsummano (sono 130) e dal "Nicolodi-Fondo Peruzzi de' Medici" di Firenze (alcune decine) per un valore stimato sui 60mila euro e ritrovate nelle case di persone che non hanno saputo spiegare né giustificare il possesso dei documenti. Le istituzioni derubate si sono rese conto dei furti solo quando gli investigatori hanno recuperato i documenti spariti e li hanno riconsegnati ai legittimi custodi ignari della spoliazione avvenuta, secondo le ipotesi degli inquirenti, nel 2006. Le denunce. Sono stati i carabinieri di Firenze del nucleo per la tutela del patrimonio culturale, guidati dal capitano Christian Costantini, a portare avanti le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Firenze che si sono concluse con la denuncia di sei persone. Quattro, residenti tra Napoli, Lucca, Massa Cozzile e Pescia, devono rispondere del reato di illecita alienazione di beni culturali, mentre due, entrambe di Pescia, un pensionato e un collezionista, sono state denunciate per incauto acquisto. Nel corso dei controlli da parte dei militari specializzati nella caccia ai ladri d'arte sono state rinvenute le lettere per le quali le persone finite nei guai non sono state in grado di dimostrare la regolarità dell'acquisto né come ne siano entrate in possesso. Le lettere sarebbero state prese, non si sa da chi, durante le visite nei due musei. Le indagini. I carabinieri del capitano Costantini sono incappati per caso nelle lettere storiche trafugate. I militari stavano svolgendo accertamenti in aziende toscane nell'ambito di un'indagine di contrasto al fenomeno della commercializzazione clandestina di beni culturali quando si sono imbattuti nei documenti d'archivio di casa Giusti e del Fondo Peruzzi de' Medici. La prima verifica è stata quella di controllare nella banca dati delle opere rubate l'eventuale origine delle lettere. Ma il riscontro non ha avuto alcun esito. Soprintendenza cruciale. «Fondamentale si è rilevato il contributo fornito dai funzionari della Soprintendenza Archivistica di Firenze - spiega il capitano Costantini -. Coinvolti per un'analisi tecnica su quanto individuato sono riusciti a localizzarne la provenienza. A quel punto siamo andati a verificare la consistenza degli archivi "Famiglia Giusti" e "Nicolodi - Fondo Peruzzi de' Medici" di Firenze e abbiamo accertato le sparizioni». Le perquisizioni hanno poi portato a scoprire dove erano finite le lettere e alla denuncia di sei persone coinvolte a vario titolo nell'illecito commercio scoperto dai carabinieri. La refurtiva. Le indagini hanno consentito di recuperare a Firenze, in abitazioni private, quarantanove lettere manoscritte provenienti dall'archivio "Famiglia Giusti" di Monsummano; un fascicolo contenente lettere a Maria Teresa de' Medici; un fascicolo contenente lettere ad illustri famiglie come Medici, Capponi e Peruzzi; un fascicolo contenente lettere ed onorificenze alla famiglia Peruzzi provenienti dall'archivio "Nicolodi-Fondo Peruzzi de' Medici" di Firenze; a Lucca, in una casa privata, diciotto lettere manoscritte dell'archivio "Famiglia Giusti"; in un'abitazione a Monsummano settantatre lettere manoscritte provenienti dallo stesso archivio.