ROMA Opere d'arte, edifici, spiagge, ma anche strumenti di lavoro dei dipendenti pubblici. Tutti pezzi di un patrimonio, quello dello Stato, assai cospicuo, ma che nel 2006 ha visto decrescere il valore: le voci attive, somma di quanto indicato e molto altro, sono scese da 599,5 a 566,9 miliardi, mentre salgono le passività, con saldo in rosso per 1.418,8 miliardi. Lo certifica la Ragioneria Generale nel dossier «II patrimonio dello Stato». La parte più tangibile dei beni, quella fatta di immobili, quadri, strade, computer e derrate varie, nel 2006 ha toccato i 105 miliardi di valore, 2,6 in più del 2005. Solo per armadietti e secrivanie d'ufficio il valore sfiora il miliardo, 16 nel 2006. Vola il valore della voce «equipaggiamenti e vestiari», sia civili che militari, cresciuto di ben 33 volte dal 2003 e ora a quota 1,5 miliardi. Spicca poi l'aumento di valore dei mezzi di trasporto: dai bus alle auto di Stato fino alle navi, tutte voci in crescita, con quella degli aerei triplicata nel 2006 (da 375,5 a 1.172,6 milioni). Crescono, ma di poco, anche gli impianti sportivi, gli hardware, i beni artistici e librari. Nel comparto armi si scende invece del 15,5, a 38,7 miliardi. Gli immobili, dopo il lieve calo del 2005, tornano ai 29,9 miliardi del 2004 con un 23,9 tra 2002 e 2006. Un edificio pubblico su tre è nel Lazio, con la capitale che concentra il maggior numero di uffici.