Sarà il ministro per i Beni culturali e ambientali, Francesco Rutelli, ad inaugurare il 20 dicembre il Museo archeologico nazionale di Taranto, riconsegnato alla comunità dopo un impegnativo restauro e dopo ima riprogettazione degli spazi. A fronte di sette lunghi anni di chiusura, il museo torna dunque a esporre il suo inestimabile patrimonio, esteso dal paleolitico fino all'età romana, comprendente una sezione tutta tarantina, che peraltro costituisce il nucleo principale della collezione, dove spiccano i tempietti funerali dell'antica necropoli (naiskoì), i mosaici pavimentali provenienti da ville ellenisti-che e romane, la ricca documentazione ceramica e i famosi gioielli. Monili, anelli, orecchini, parure, colliers, diademi, bracciali, portagioie, che documentano la prolifica attività dell'antica oreficeria tarantina, oggetto della memorabile mostra «Gli ori di Taranto» del 1988, ultima significativa manifestazione prima della definitiva chiusura dell'istituzione. Il progetto di restauro e di ristrutturazione è firmato dall'architetto Augusto Ressa (della soprintendenza per i Beni architettonici e per il paesaggio e per il patrimonio storico artistico e etnodemoantropologico per le provincie di Lecce, Brindisi e Taranto) con la consulenza dell'architetto Ermanno Guida e con la direzione tecnica dell'architetto Beppe Fragasso, della ditta Garibaldi, responsabile dei lavori. Del progetto scientifico si sono invece occupate le archeologhe Antonietta Dell'Aglio (direttrice del Museo), Mariantonia Gorgoglione, Laura Masiello, Amelia D'Amicis, Laura Trombetta. Il San Pasquale, complesso conventuale sede del museo dal 1887, è ora perfettamente ripulito nella sua facies esterna e riallestito negli spazi interni. La struttura ha conservato la precedente suddivisione: al piano terra l'area destinata agli eventi temporanei mentre al primo e al secondo piano quelle dedicate alla collezione permanente. Nuova dunque la lettura museografica dei due piani, con espositori riprogettati e coadiuvati da tutti gli strumenti idonei per una corretta informazione sulle opere: didascalie, pannelli, «touch screen», per rendere agevole la fruizione della cospicua e pregevole raccolta. Degna di nota, sul piano progettuale, l'integrazione a luogo espositivo di una zona del secondo piano, in passato solo di servizio, e ora parte integrante del percorso grazie alla realizzazione di blocchi vetrati modulari, suggestivamente affacciati sul chiostro. Ma non sarà solo il Museo archeologico a diventare un accreditato polo di attrazione per la città dei due mari. A partire dall'autunno 2008, infatti, Taranto avrà anche il suo «Arsmae», Arsenale mediterraneo delle arti contemporanee, nella sede dell'ex biblioteca «Acelavio» di palazzo del Governo, già ristrutturata e in fase di ultimazione grazie all'impegno della Provincia di Taranto e al contributo di un milione di euro stanziato dalla Regione Puglia.