LA NOTIZIA è di quelle che magari sono attese per anni e poi d'improvviso, anche in maniera inattesa, si sbloccano: con il nuovo anno la provincia di Grosseto avrà una propria Sovrintendenza per i Beni paesistici, che si staccherà completamente e avrà vita autonoma rispetto a quella di Siena. Attualmente, come peraltro avviene anche per i Beni culturali, le due province hanno un'unica Sovrintendenza, che in entrambi i casi ha sede nella città del Palio. Per il controllo e la tutela del patrimonio paesistico e ambientale maremmano ci sono soltanto alcuni ispettori che fanno comunque capo alla sede senese. Ma dal 2008 non sarà più così e la notizia è certa dal momento che proviene direttamente dal ministero dei Beni culturali. E proprio in materia di beni paesistici maremmani, il responsabile del dicastero, nonché vicepresidente del Consiglio, Francesco Rutelli (nella foto), è stato più volte sensibilizzato sulla vicenda della spiaggia della «Cantoniera» a Porto Santo Stefano. Il «muro del vergogna», come lo hanno ribattezzato i cittadini insorti, è proprio in questo periodo al centro di una complessa vicenda giudiziaria, dalla quale sembra che siano partite anche le indagini della magistratura per accertare l'esistenza di una possibile lobby dell'edilizia. «PURTROPPO quel muro è ancora lì ricorda Hubert Corsi e non è stato ancora abbattutto. A fronte di questa notizia, non certo edificante, c'è quella, sicuramente positiva, dell'istituzione, a partire dal 2008, della Soprintendenza dei Beni paesistici della provincia di Grosseto. E io sono convinto che la vicenda della Cantoniera, nei confronti della quale il ministro Francesco Rutelli si è dimostrato particolarmente sensibile, abbia fatto da detonatore e abbia accellerato la nascita di una Soprintendenza autonoma della nostra provincia. Un istituto che se da una parte è il segno dell'attenzione di un rinnovato interesse da parte del Governo nazionale nei confronti del patrimonio naturalistico della Maremma dall'altra fornisce agli enti locali, ma anche ai citaddini stessi, nuovi strumenti per tutelare e salvaguardare l'ambiente». DEL RESTO era alquanto sorprendente che una provincia, come quella di Grosseto, che ha nelle bellezze naturali e paesaggistiche le principalie risorse del territorio, non avesse una propria Soprintendenza.