Le cronache locali hanno dato notizia di una definitiva rinuncia dei nostri amministratori all'ormai noto sito archeologico di Gonfienti. Infatti, grazie all'acquisto di un treno che tre volte a settimana collegherà Prato a Livorno, si annuncia che l'Interporto di Prato comincerà ad esistere in quanto tale, cioè per il trasferimento delle merci "da gomma a rotaia". Senz'altro una bella notizia per chi si illude che dopo tanti anni di sub-esistenza di questa infrastuttura che ha attratto il traffico dei tir, anche non diretto a Prato e che, nei soli ultimi tre anni, ha sperperato centinaia di migliaia di euro, possa nascere qualcosa di buono per il manifatturiero pratese. Noi invece pensiamo che questo interporto non solo sarà letale per la città etrusca e per la cultura ma contribuirà in modo rilevante a trasformare il nostro distretto in un luogo di passaggio delle merci, dove non si inventa più, né tantomeno si produce. Non sono solo gli etruschi a finire sotto l'asfalto, ma l'identità culturale di un territorio, la piccola impresa, il turismo e l'ambiente naturale che queste attività ospita o potrebbe ospitare. Quindi un ennesimo grazie sentito da parte nostra al presidente della società Interporto, che pare sia candidato ad una bella carica nazionale come riconoscimento del suo grande valore manageriale, per quanto fa e ha fatto per danneggiare l'economia di Prato. Ma soprattutto un grande ringraziamento al sindaco che non smette mai di stupirci per la sua assoluta sordità alle ragioni della cultura e dell'ambiente. Riccardo Buonaiuti, Lanfranco Nosi, Leonardo Pampaloni (Municipio Verde)
LETTERE E INTERVENTI - PRATO: GONFIENTI Meglio gli etruschi dell'interporto
Il sito archeologico di Gonfienti è stato definitivamente abbandonato. L'acquisto di un treno che collega Prato a Livorno permetterà all'Interporto di Prato di esistere. Questo potrebbe essere un passo avanti per il manifatturiero pratese, ma gli autori dell'articolo sono scettici. Sostengono che l'Interporto contribuirà a trasformare Prato in un luogo di passaggio delle merci, danneggiando l'identità culturale del territorio, la piccola impresa, il turismo e l'ambiente naturale. Gli autori ringraziano il presidente dell'Interporto e il sindaco di Prato per le loro azioni.
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