Nell'aula consiliare si è tenuto l'incontro culturale dell'Istituto superiore studi umanistici Palazzolo. La cultura umanistica acrense vuol "ritrovarsi e incontrarsi". Così l'Istituto Superiore di Studi umanistici di Siracusa ha organizzato nella serata di venerdì un incontro culturale sul famoso e controverso papiro di Artemidoro. Hanno aperto i lavori la docente Lucrezia Dibartolo, responsabile locale dell'Issu, e Paolo Greco, presidente dell'associazione aretusea. Entrambi hanno sottolineato la necessità di costituire a Palazzolo un laboratorio culturale alternativo ed un "luogo di incontro" fra gli intellettuali. "Occorre hanno ribadito far incontrare le idee in un ciclo alternativo di dibattiti che si richiamano alla tradizione umanistica. In tal senso è fondamentale la funzione dei licei. La scuola è un soggetto culturale attivo che non può essere relegato a complemento di termine". "La nostra rivista - ha aggiunto il presidente, Paolo Greco - è aperta ai contributi scientifici dei giovani. L'Issu vuole essere una palestra culturale per i ragazzi". Dopo i saluti, Nello Amato (Issu) ha relazionato sul reperto papiraceo ritrovato in Egitto e attribuito al geografo del II sec. a.C., Artemidoro di Efeso, che rappresenta un vero e proprio enigma per la papirologia mondiale. Acquistato recentemente dalla Compagnia di San Paolo di Torino, il papiro contiene l'inizio del II libro dell'opera monumentale dell'autore, la "Geografia", con l'antica mappa della Spagna betica. Amato ha illustrato le peculiarità di un papiro che presenta, oltre alle scritture, una quantità di schizzi e disegni anatomici sul retro. Teste, piedi, mani, teste, calchi di statue costellano la facciata principale del papiro, il recto. E' giunto ai nostri giorni incompiuto e in condizioni anomale. Secondo alcuni studiosi, il rotolo dev'esser capitato in un atelier di pittori, dove il verso è stato riutilizzato per gli schizzi e adoperato come campionario per gli affreschi. Ma i papirologi di tutto il mondo sostengono, con prove significanti, la non autenticità del papiro che invece sarebbe un clamoroso falso ottocentesco ad opera dell'antiquario-falsario greco Costantino Simonidis. Il ritrovamento contiene infatti eventi e citazioni tipiche del greco moderno che Artemidoro non avrebbe potuto conoscere. Canfora, Gallazzi, Settis e Kramer sono alcuni di coloro i quali hanno svolto degli appositi studi. La disputa ha interessato di recente anche i quotidiani nazionali, che hanno ospitato nelle loro pagine culturali contributi di autorevoli studiosi.