Sì all'ingresso a pagamento nei sette musei civici. Con tre eccezioni: i minorenni, i dipendenti comunali e gli iscritti ad associazioni di carattere storico, monumentale, naturalistico e ambientale. Il consiglio comunale, ieri sera, ha votato a favore della delibera proposta dall'assessore alla Cultura, Salvatore Carrubba. L'iter è stato accelerato grazie un accordo tra Casa delle libertà e centrosinistra. Quest'ultimo a ritirato una trentina di emendamenti. In cambio la maggioranza ha votato a favore di tre modifiche alla delibera proposte dall'Ulivo, proprio quelle che riguardano le categorie che potranno continuare a entrare gratuitamente nei civici musei. Una vittoria per il centrosinistra, che però, alla fine, non ha risparmialo 13 voti contro la delibera-Carrubba, con la sola astensione di cinque consiglieri della Margherita. «Con i nostri tre emendamenti abbiamo migliorato l'impianto complessivo della delibera -spiega Marilena Adamo (Ds) -, ma rimaniamo comunque contrari al principio che per entrare nei musei civici si debba pagare un biglietto d'ingresso». Da ricordare che la gratuità delle visite nei luoghi d'arte cittadini resisteva dal 1953. Tra i più importanti civici musei milanesi, quello del Castello Sforzesco, la Galleria d'arte moderna, il Museo di storia naturale, l'Acquario e il Museo del Risorgimento. La svolta sul balzello non convince neanche Basilio Rizzo (Miracolo a Milano): «L'amministrazione ora stia attenta al rapporto tra i costi e nuove entrate. Vi aspetto al varco». Nando Dalla Chiesa, della Margherita, dà atto a Carrubba «di avere introdotto un biglietto presente in quasi tutti i musei europei. Rimango perplesso sul rapporto costi-benefici. Il governo, inoltre, continua a tagliare i fondi per la cultura ai Comuni». Nella maggioranza - che ha appoggiato la delibera sui ticket con 23 voti favorevoli (Salvini e Tenconi della Lega erano assenti) - emerge qualche perplessità sulla gratuità per gli iscritti alle associazioni culturali. Un consigliere di FI sbotta: «Queste associazioni sono tutte di sinistra. In questo modo basterà iscriversi per non pagare più l'ingresso. A rimetterci saranno le casse del Comune». Insomma, fatta la delibera, trovato l'«inganno». Una precisazione: la gratuità non riguarderà solo i ragazzi che non hanno ancora compiuto ancora i 18 anni, ma anche quelli ancora iscritti a una scuola superiore.
Ticket d'ingresso, accordo fatto. I minorenni entreranno gratis
Il Consiglio comunale di Milano ha votato a favore della delibera che introduce l'ingresso a pagamento nei sette musei civici, con tre eccezioni: i minorenni, i dipendenti comunali e gli iscritti ad associazioni di carattere storico, monumentale, naturalistico e ambientale. L'iter è stato accelerato grazie un accordo tra Casa delle libertà e centrosinistra. La delibera è stata modificata con tre emendamenti, che hanno migliorato l'impianto complessivo, ma il centrosinistra ha mantenuto il principio di pagare un biglietto d'ingresso. La gratuità delle visite nei luoghi d'arte cittadini resisteva dal 1953.
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