Il programma «Interreg 3» ne renderà disponibili 73,10 già divisi in 25 progetti C'è un contributo per la stazione unica, ma l'opera è scomparsa anche dal sito «Un progetto per due castelli: rivitalizzazione del Castel Baradello e del castello di Mesocco, Canton Grigioni, per la creazione di un circuito transfrontaliero della storia delle tattiche militari e delle strategie di difesa del territorio»: c'è anche questo nelle questioni di confine. Ci sono le altalene della benzina e del commercio grande e piccolo, un flusso annuo da 40 milioni di viaggiatori e 850.000 Tir, 16.000 frontalieri, le idee per una zona franca o per un piano territoriale d'area doganale, (cfr. «La Provincia» del 27, 28 e 29 novembre). E c'è un programma europeo denominato «Interreg»: dal 1990, incoraggia e finanzia progetti transfrontalieri, come la rivitalizzazione dei castelli, per creare sviluppo sociale e posti di lavoro sui due versanti del comune confine. I programmi Interreg 1 e 2 sono stati conclusi nel 1996 e nel 2002. Ora è in fase di conclusione Interreg 3, costo totale di 73 milioni di euro, di cui 26 comunitari; 18,5 nazionali, otto regionali, 20 di altri enti pubblici o privati e 10 svizzeri. Per quanto riguarda il territorio comasco-ticinese, sono stati approvati e finanziati venticinque progetti per oltre dieci milioni di euro: il loro iter è stato piuttosto lungo, tra i cinque e i sette anni, ma non è ancora concluso, le opere non si sono ancora viste tutte. Poiché rientrano in una programmazione europea, devono essere realizzati, prima o poi. I soggetti che hanno progettato: amministrazione provinciale, Comuni, Comunità Montane, parrocchie, Regio Insubrica, Politecnico, il Centro Legno Arredo di Cantù, la Nostra Famiglia, Il Centro di ortoflori-frutticoltura di Minoprio, con gli omologhi enti svizzeri, Cantoni, Comuni, Comunità di montagna Centri di ricerca e così via. Il rendiconto, forse, parlerà di posti di lavoro creati e di benefici indotti sulla società, al di qua e al di là dal confine. Per il momento, sono note le schede sintetiche dei progetti e delle partnership e tra queste, è ancora nel dossier di Interreg la stazione unica Como-Chiasso, 516.000 euro di finanziamento, 100.000 euro da parte svizzera, da destinare allo studio di fattibilità. Ma non è specificato se è stato erogato e poi restituito o se è stato "congelato": la pagina Web con la descrizione del progetto è stata rimossa dal sito. Allo stato, non c'è un "collettore" di rendiconti, un unico punto di riferimento che consenta di conoscere avanzamenti e ricadute di progetti, dal titolo a volte suggestivo come "razionalizzazione dell'uso delle risorse idriche nel settore del florovivaismo in contenitore", 201mila euro; a volte sintetico, come Alpecobus, progetto da 186,695 euro, premiato come il migliore. Consisteva in uno studio di fattibilità per l'integrazione del trasporto pubblico da gran turismo nell'arco alpino. Lo studio è stato fatto, è rimasto, le varie aziende che vi hanno partecipato si sono scambiati dati e servizi. Prossimi gli sviluppi. C'è un 608.000 euro per «Passi senza frontiere», progetto di informazione televisiva e multimediale sui valori comuni, le tradizioni, le culture e i territori della Regione Lombardia, del Canton Ticino e del Canton Grigioni». E costa 1.219.867 euro il progetto: «Passato e futuro della chiesa di Sant'Alessandro di Lasnigo: da caso particolare a modello transfrontaliero». Non poteva mancare l'applicazione dell'informatica: c'è, infatti. E' il progetto:«E-Lakes» 255.000 euro, in collaborazione tra Menaggio e Lugano. Se per Interreg 2, erano stati chiesti e pervennero finanziamenti per le strade e i depuratori, Interreg 3 ha virato su ambiente, turismo, ricerca sui suoli agrari, sulle culture e sulle colture, ma non ha trascurato innovazione e formazione. Il cittadino non ha riscontro immediato: la collaborazione transfrontaliera avanza piano. Non si vede, ma c'è.