«È giusto risanare un quartiere penalizzato da scelte sbagliate» SASSARI. L'abbattimento del Turritania è una scelta obbligata. Il sindaco Gianfranco Ganau ha proposto coraggiosamente il suo abbattimento dopo aver ponderato con attenzioneogni alternativa. In questi anni si è discusso sul suo possibile utilizzo pubblico, sulla possilità della sua cessione a soggetti privati o al non profit, sede associativa, casa dello studente, albergo. È stato evidente a tutti che non è la sua destinazione il nodo da sciogliere. L'ex Turritania rappresenta un ostacolo al possibile sviluppo armonico della parte nord del centro storico, di quella parte del Corso Vittorio Emanuele attraverso cui l'intera città antica può volgere lo sguardo verso il golfo dell'Asinara. Certo, si tratta di una occlusione visiva che si è aggiunta negli anni '50, che ha rafforzato la scelta ottocentesca del posizionamento della stazione che è all'origine della cesura della città con la direttrice portuale. Ma oggi, con il Piano urbanistico comunale in dirittura di arrivo dopo molti anni di attesa, si può superare questa divisione e dare un respiro diverso al quartiere e alla città nel suo insieme. C'è di più. Voglio considerare importante il fatto che, più di altri quartieri, quella parte del centro storico, abbia bisogno di ottenere una attenzione giusta e adeguata dal pubblico, perchè il suo risanamento non sia solo un impegno elettorale o una speranza. Un quartiere che ha bisogno di scelte coraggiose come questa, di riavere aria e luce, di respiro e soprattutto di godere del bello, di avere un generale benessere architettonico e civico. Per questo sono troppo deboli le valutazioni di chi oppone un valore architettonico per la salvaguardia dell'ex albergo di fronte all'evidenza di una struttura non bella, incapace di far provare qualunque emozione o interesse e di gravissimo ostacolo per l'armonia di un'area delicata della città. Il progetto iniziale di Vico Mossa, per una struttura duramente stravolta, non riesce a giustificare nell'opinione pubblica, anche quella più raffinata, l'ipotesi di non riavere finalmente il contatto visivo della città antica con il mare. Non voglio sviluppare una polemica con la Soprintendenza che interpreta doverosamente la sua complicata funzione se ritengo che il veto alla demolizione sia una scelta sbagliata. Può anche non essere obbligatorio per una funzione di salvaguardia generale tenere in conto la volontà diffusa della cittadinanza espressa in più occasioni. Tuttavia, di fronte ad edifici od opere che non sono considerate in maniera chiara e univoca come da preservare, il cui mantenimento condiziona il funzionamento, la vitalità, il benessere urbanistico complessivo della città è necessario porsi domande più profonde. Penso che abbia fatto bene l'amministrazione comunale a ricorrere contro il parere della Soprintendenza, e sono certo che le argomentazioni fondate e attente portate all'attenzione della commissione del Ministero, che riguardano il merito del Turritania, come i problemi che la sua inutile presenza pone, saranno attentamente considerate e, per il bene della città, accolte. Silvio Lai consigliere regionale del Pd