C'è una tappa fondamentale, sia per i romani, sia per i turisti, interessati a visitare la «nuova» Galleria Colonna. E' la mostra ospitata da Palazzo Braschi dal 18 novembre al 18 gennaio dedicata alla storia della lunga gestazione della Galleria iniziata nel 1872 con la proposta del Comune di Roma di ingrandire Piazza Colonna e allargare via del Corso, proseguita con la demolizione di Palazzo Piombino di proprietà dei Boncompagni Ludovisi per far spazio a una nuova idea progettuale. Tra le numerose proposte fu approvata quella dell'architetto Dario Carbone, i cui lavori cominciarono nel 1911 e terminarono dopo una decina d'anni. Terminata nel 1922. Il 20 ottobre del 1922 la «vecchia» Galleria Colonna venne consegnata alla città. Il 4 dicembre di quest'anno, a distanza di ottantun'anni viene inaugurata al pubblico una «nuova» Galleria Colonna, ristrutturata dalla Società Immobiliare Colonna '92 che detiene sia la proprietà, sia la gestione dello stabile. Il restauro è stato effettuato rimarcando il progetto di Carbone (con 250 milioni di euro di investimento), ma dando all'edificio una spiccata funzione commerciale aprendo 35 negozi, eliminando la sala cinema-teatro, sostituendola con un megastore Libreria Feltrinelli e aggiungendo un climatizzatore su tutti i livelli, compresi gli ultimi 4 piani che ospiteranno uffici della Presidenza del Consiglio. «Sarà in esposizione anche un pannello che mostra il lavoro di restauro attuale» spiega Maria Elisa Tittone, direttrice di Palazzo Braschi. «Ma soprattutto ci sarà la storia della Galleria - sottolinea - come Museo di Roma, il nostro ruolo è quello di essere garanti della memoria storica della città e di ricostruire il passato. In questo caso lo facciamo, anche grazie all'archivio dei Musei Capitolini, mettendo in esposizione 50 documenti che raccontano la travagliata storia della Galleria, tra cui antiche fotografie di Palazzo Piombino, disegni acquerellati e progetti architettonici-urbanistici realizzati da architetti di tutta Italia». Nella «nuova» Galleria l'antico e il moderno si mescolano. Della «vecchia» struttura restano vari elementi identificativi, che mantengono un legame con quello che era l'edificio prima di quest'ultimo restauro. Il Velario multicolore. Resta, per esempio, il Velario multicolore di 1600 mq che copre tutta la Galleria. Resta la facciata interna in marmo, stucchi e marmoidea portata ai colori originali. Restano i globi luminosi rifatti sul modello originario. Restano anche alcuni pavimenti in marmo pavonazzetto. «Abbiamo recuperato nell'archivio dei Musei Capitolini i disegni di Carbone destinati alla pavimentazione che non furono realizzati per problemi economici e li abbiamo riprodotti in un pavimento a mosaico che ora si estende per buona parte della Galleria» spiega l'ingegnere Carlo Santi, responsabile della Società Immobiliare Colonna '92, nella quale confluiscono la Lamaro Appalti, la Rinascente e l'Istituto San Paolo di Torino. Arriva Zara. Ci sono in aggiunta, però, un centinaio di vetrine di negozi, scale mobili all'interno della Libreria Feltrinelli, del negozio della catena spagnola d'abbigliamento Zara e del multicorner Rinascente (tutti e tre si estendono su 4 livelli su una superficie di 2000 mq), due bar e un ristorante stile moderno, «per evitare di fare dei falsi storici». «Il lavori di consolidamento strutturale, restauro e illuminazione sono durati circa due anni - racconta l'ingegnere Santi - Ci sono tre ingressi: uno da Piazza Colonna, uno tra via del Tritone e Santa Maria in via, e un altro tra quest'ultima e via dei Sabatini. La zona commerciale si sviluppa al centro della Galleria e le entrate ai negozi, prevalentemente di abbigliamento, calzature, accessori, hi-fi e nuove tecnologie, sono solo all'interno. Lo stile delle vetrine, realizzare in ferro, è unitario e soft. Anche le insegne, fatte in ottone, sono poco vistose». La Galleria sarà intitolata ad Alberto Sordi, su idea del sindaco Walter Veltroni, perché l'attore romano si esibì spesso sul palcoscenico del cinema-teatro che sorgeva nel cuore dell'edificio ed era uno dei posti più in del varietà romano. Sordi, inoltre, ci tornò anche a inizio Anni Settanta per girare alcune scene di «Polvere di stelle» con Monica Vitti. Un salotto. «Vogliamo che la Galleria Colonna diventi il nuovo salotto della città e che quindi venga vissuta dai cittadini fino alle 22 - aggiunge Santi - Stiamo preparando una ricca cerimonia d'inaugurazione, ma anche tante sorprese per le feste di Natale, da presentazioni di libri a concerti, a dibattiti con diversi ospiti». L'unico neo: bisognerà arrivarci a piedi, perché pur esistendoci un parcheggio sotterraneo di 40 posti auto, è destinato esclusivamente a chi lavora negli della [sic] Presidenza del Consiglio.
Bentornata, cara Galleria Colonna. Una mostra per gli splendidi 80 anni
La Galleria Colonna, inaugurata il 4 dicembre 1922, è stata ristrutturata e riaperta al pubblico dopo un restauro che ha richiesto 250 milioni di euro. La mostra ospitata da Palazzo Braschi, dal 18 novembre al 18 gennaio, racconta la storia della Galleria, dalla sua origine nel 1872 al 1922, con 50 documenti, fotografie, disegni e progetti architettonici. La nuova Galleria Colonna è stata progettata dall'architetto Dario Carbone e comprende 35 negozi, un megastore Libreria Feltrinelli, un ristorante e due bar. La zona commerciale si sviluppa al centro della Galleria e le entrate ai negozi sono solo all'interno.
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