IN GERGO burocratico si chiama variante AP8. Detto così non significa granché. In realtà è un capannone di 6.200 mq che sta per sbucare non nella solita anonima periferia industriale, ma nel cuore del Chianti, a ridosso delle colline lungo il torrente Borro di Uzzano che finisce nel fiume Greve. Insomma, siamo nel Comune di Greve in Chianti. È qui che alcuni cittadini hanno dato vita al comitato di Uzzano, con alleati di grido come Legambiente, il circolo il Passignano e l'Associazione San Casciano per la tutela dell'ambiente. Insieme stanno cercando di convincere il sindaco Marco Hagge a rivedere quelle che loro definiscono «le politiche di cementificazione selvaggia». Naturalmente, chi ha le redini del Comune non sarà dello stesso avviso. ma ultimamente a Greve in Chianti si discute molto di urbanistica e si decide anche. Solo sul Burt del 7 novembre scorso sono state pubblicate le varianti al piano strutturale denominate Variante del Pian di Fazio, Spineto e la AP8 nella zona Montecalvi San Pietro. I comitati però puntano i piedi: secondo loro «questi provvedimenti non tengono alcun conto del patrimonio paesaggistico». La denuncia è molto forte. L'esempio più clamoroso, sarebbe appunto, questo mega capannone di oltre 6 mila mq, (per la lavorazione di insaccati), che dovrebbe nascere su un ampio lembo di terreno, catalogato ad alto rischio idrogeologico dalla stessa Provincia di Firenze. Lungo i tornanti della strada regionale 222, a ridosso di cascinali e ai piedi del Castello di Uzzano, è stato progettato questo insediamento industriale, un vero e proprio outlet della carne, in una zona a vincolo paesaggistico. Il nuovo centro di lavorazione e commercializzazione di salumi e prosciutti, sarà lungo 160 mt ed avrà una profondità di 34 metri, l'altezza prevista è di 7 metri, in gran parte interrata, facendo comunque vedere la facciata che avrà una superficie di 1120 mq. Interrare significa sbancare la collina fino a 34 metri di profondità, in una zona a rischio idrogeologico. Non sarà un'altra vicenda tipo Monticchiello, non ci sono appartamenti da costruire, ma anche questo è un caso che chi amministra dovrebbe prendere con le molle. È la bella Toscana, a chiederlo.
TOSCANA: un capannone, outlet della carne, tra le colline di Greve in Chianti
Il Comune di Greve in Chianti sta per approvare un progetto di costruzione di un capannone industriale di 6.200 mq, denominato AP8, in una zona a vincolo paesaggistico lungo il torrente Borro. Il progetto è stato presentato dal comitato di Uzzano, con il sostegno di Legambiente e altri gruppi ambientalisti. I cittadini sostengono che il progetto non tiene conto del patrimonio paesaggistico e che la zona è a rischio idrogeologico. Il progetto prevede la costruzione di un centro di lavorazione e commercializzazione di salumi e prosciutti, con una superficie di 1120 mq e una profondità di 34 metri.
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