In via di realizzazione a cura del ministero dei Beni culturali e dellIcr. E allinizio del nuovo anno partono i restauri Infiltrazioni e danni del monumento in una mappa tridimensionale -------------------------------------------------------------------------------- Tre laser scanner, con il loro meccanico "bzzzz", hanno infranto per mesi il solenne silenzio della Domus di Nerone. Sepolta da secoli sotto le terme di Traiano. E chiusa al pubblico dal 13 dicembre del 2005, quando caddero frammenti di intonaco dalle volte. Ma ora gli occhi elettronici della Tecno Art hanno finito di sezionare con la luce gli ambienti. E di rubare informazioni sulla struttura. Dalle miriadi di punti (300milioni) catturati sui muri, sugli archi e negli intradossi, il computer ha elaborato una rete digitale fatta di rette e triangoli, sulla quale sono state applicate le migliaia di foto scattate. E delle grottesche che Raffaello e compagni scesero a copiare calandosi con le ceste, ora esiste una perfetta mappa tridimensionale. Capace di contenere tutte le informazioni sul palazzo imperiale. E di guidare i tecnici nelloperazione salvataggio della magnifica Domus. Nelle prossime settimane, completato il progetto, il ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli darà lannuncio dellappalto e degli interventi. A quel punto, Luciano Marchetti, commissario straordinario per la Domus e direttore regionale, il soprintendete archeologo Luciano Bottini, e i consulenti dellIcr e dellUniversità, daranno il via ai lavori di recupero. Ma dopo essersi coordinati anche grazie alle elaborazioni grafiche che hanno realizzato i laser scanner e la stazione topografica per i rilievi di precisione (evoluzione del teodolite). Locchio elettronico è freddo, oggettivo. Starà a quello umano dei botanici capire quanto siano pericolose le radici degli alberi piantati nei giardini di colle Oppio. Agli strutturisti, definire lo stato di stabilità delledificio sommerso. Agli esperti di microclima, stabilire quanta umidità bisogna togliere da quelle stanze: eliminando le infiltrazioni dacqua ma senza che laria sotto le volte diventi troppo secca, altrimenti le pitture andrebbero in polvere. Il rilievo elettronico consente di avere piante, prospetti, spaccati assonometrici. Restituisce tutte le misure e, dandone la profondità, «permette idealmente di riprodurre unesatta copia delledificio» spiega Fabio Iorio, della Direzione regionale, che ha lavorato allaltro progetto 3d: la scansione del Pantheon (fatta dalla Pdmgheos). Ma permette anche di costituire un archivio storico delledificio: in un futuro una nuova scansione delle sue parti, sovrapposta ai rilievi odierni, permetterà di capire subito se un pilastro si è mosso o se sè inclinata una colonna. Nel caso del Pantheon, i rilievi tridimensionali sono stati favoriti dallintegrità del tempio di Agrippa. Per la Domus di Nerone, la sfida è anche più affascinante. La simulazione virtuale ci fa vedere come era la smisurata casa dellimperatore senza lumido tetto di verde che la ora sovrasta. A lavori finiti, il 3d della Domus potrà essere elaborato per diventare uno spettacolare strumento didattico. E portare, a tocchi di mouse, gli internauti in un viaggio virtuale nelle viscere del colle Oppio e della storia di Roma. Ma anche portare soldi nelle casse del ministero che rientrerà così dei circa 100mila euro investiti per mandare gli scanner sotto le volte affrescate per Nerone.