-------------------------------------------------------------------------------- Il più plateale, al solito, è stato Vittorio Sgarbi, che ha fatto proiettare la scritta Expo 2015 sotto le finestre - con affaccio su piazza Scala - dei suoi uffici a Palazzo Marino. «È un bel vedere sì o no?» chiedeva compiaciuto lassessore alla Cultura a chi si infilava nel foyer del Piermarini assieme a lui e alla fidanzata Sabrina Colle. Ma non cè stato uno, tra le personalità presenti ieri alla Prima della Scala, che non abbia fatto lultrà per la candidatura di Milano allExpo 2015, compresa la gufata contro i turchi di Smirne. Le cinque ore del Tristan und Isolde wagneriano sono state sì una prova di resistenza da melomane vero, ma sono valse bene una preziosa vetrina: per promuovere agli occhi del mondo Milano, lItalia e le sue capacità. «La nostra creatività», per dirla con il governatore Roberto Formigoni che alla fine del primo atto ha lanciato lo spot: «Per larte, la cultura e la musica siamo noti in tutto il mondo, per questo dobbiamo venderle bene. Anche così facciamo capire cosa sarebbe unExpo organizzata da noi». Il mondo, in effetti, ieri sera cera, ed era pigiato nel palco reale a fianco del presidente Giorgio Napolitano: venti tra capi di Stato e ministri. Questa prima scaligera era soprattutto per loro, per incantarli, per portare a casa i punti per battere Smirne. «Sono rimasti estasiati» gongolava Formigoni. Più in là il ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli portava altra acqua al mulino: «Dovunque vada promuovo la candidatura di Milano, questa serata aiuta perché la città vinca la battaglia del 2015». Facciamo tutti il tifo, dunque. Ma attenzione. «Non è una battaglia facile, cè da lavorare». Bastava vedere il sindaco Letizia Moratti entrare e uscire dal teatro per accogliere gli ospiti internazionali, e si capiva la doppia importanza dellevento. Misurabile anche dalla distribuzione dei posti nel teatro: ben 800 quelli riservati dal Comune sui 2.140 disponibili. «Milano ha fatto un altro passo avanti per aggiudicarsi lExpo - ha detto il vice sindaco Riccardo De Corato - e la Scala ha svolto al meglio il suo ruolo di biglietto da visita». Mentre i capi di Stato di Germania, Austria, Grecia e lemiro del Qatar, oltre a 22 ministri e decine di sindaci da tutto il mondo apprezzavano i sontuosi addobbi del Piermarini, unaltra spinta di entusiasmo arrivava da Gianni Letta, ex sottosegretario nel governo Berlusconi: «La presenza di tutte queste personalità politiche è un bellissimo segnale in vista dellExpo». Lha pensato anche Paolo Scaroni, ad di Eni: «Una bella mano per la candidatura di Milano». E il presidente Napolitano, al quale alluscita hanno chiesto se Milano la punterà: «Se si dovesse decidere sulla base del successo di questa sera, certamente sì». Sulla facciata di palazzo Marino la scritta voluta da Sgarbi ha smesso di brillare. Ma solo per poco. Si è riaccesa per luscita degli ospiti da teatro e per il loro ingresso al gran galà allestito nel cortile della casa della città.