Napolitano in visita ai lavoratori. "Siete grandi professionisti, risponderò ai vostri problemi" -------------------------------------------------------------------------------- Doveva essere la Prima delle proteste, orchestrali con fascia nera al braccio o addirittura senza smoking, come diceva il tam tam dellantivigilia. E invece è andata quasi benissimo. Addirittura, alla fine gli orchestrali sono saliti sul palco, con cantanti, direttore e regista, a ricevere gli applausi, come non succedeva dal 2004. Un segnale di distensione, a significare la volontà di superare un periodo difficile. «È stata una serata splendida» ha detto Giorgio Napolitano. Il capo dello Stato, nellintervallo tra il secondo e il terzo atto, ha voluto raggiungere il maestro Barenboim e lorchestra per complimentarsi. Ed è stata la mossa decisiva per evitare manifestazioni di dissenso: «Professionalità esemplare, lopera mi è piaciuta moltissimo: musica, regia, scenografia, voci». Poi ha incontrato i rappresentanti di tutti i lavoratori della Scala, chiedendo di esporgli i loro problemi. Un delegato si è spinto oltre e gli ha consegnato una lettera. «È per lei presidente». E lui. «Vi risponderò, nei prossimi giorni vi darò una risposta». Il sovrintendente Lissner, al settimo cielo e visibilmente emozionato, non ha nascosto la gioia per il pericolo scampato: «Tutti hanno fatto un lavoro straordinario, nonostante la tensione e i problemi che si erano creati in queste ultime settimane». Conclusione: «Devo elogiare tutti i lavoratori della Scala, li ringrazio per la loro condotta, questa è stata davvero una festa per tutta la città». Una soddisfazione condivisa dal vicepremier e ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli, che però non considera ancora chiusa in modo definitivo la partita: «Ora festeggiamo la Scala e la Prima, che era un traguardo a rischio. Da lunedì cominceremo una nuova serie di incontri, lobiettivo è individuare miglioramenti necessari a tutto il sistema della lirica, in tutti i teatri dItalia». Poi la difesa della condotta del governo: «Abbiamo accresciuto le risorse destinate a questo settore così importante per la nostra cultura, naturalmente mi aspetto un grande senso di responsabilità da parte di tutti». Sì, perché il clima respirato a Milano in queste settimane, conclude il ministro, dovrà dissolversi: «Non vorremmo vedere sempre alla vigilia della prima un dramma allorizzonte, un dramma che a volte è giustificato a volte no». Anche Bruno Ermolli, vicepresidente della Fondazione Scala, tira un sospiro di sollievo: «Finalmente: dopo le tensioni della vigilia, è arrivato il successo della Prima, che non era affatto scontato. Come vicepresidente della Scala sono molto orgoglioso di avere a disposizione un organico stupendo, che si adatta e dà il meglio ogni volta. Una squadra formatasi nel 2005, che spero prosegua così e che rappresenta uneccellenza. I lavoratori della Scala hanno meritato questo successo». Ma la più contenta era Letizia Moratti, compresa nel suo ruolo di ambasciatrice di Milano nel mondo, a sostegno della causa dellExpo. Cerano 22 ministri e 5 Capi di Stato stranieri, una contestazione degli orchestrali avrebbe indebolito agli occhi del mondo la già problematica candidatura di Milano.