Come Guelfi e Ghibellini nel nome del poeta Guerra tra Guelfi e Ghibellini a Firenze, come ai tempi di Dante. E proprio il Sommo poeta è al centro di una "querelle" che forse avrebbe meritato un accenno nella sua Commedia o forse l'avrebbe confortato nel suo esilio. Nella bufera è finita la Società dantesca italiana, dove si è tenuta un'assemblea dei soci dai toni così burrascosi che è dovuta intervenire anche una volante della polizia chiamata da una delle parti. Guelfi e Ghibellini del 2007 sono il consiglio direttivo in carica, almeno finora, e una parte dei soci che lo contestano. Durante l'assemblea le due parti si sono scontrate con il risultato che è stato eletto un nuovo consiglio, ma quello vecchio si è dichiarato «estromesso» e ha annunciato di rivolgersi al ministero per i beni culturali, ipotizzando un commissariamento. La Società è nata nel 1888. Ha oltre 300 soci e si occupa di divulgare l'opera di Dante con pubblicazioni, biblioteca e archivio. La sede è nel prestigioso Palagio dell'Arte della Lana, pieno centro storico, di cui è proprietaria. Secondo quanto spiegato dai nuovi eletti, il clima all'interno della Dantesca si è deteriorato dopo la fine della lunga presidenza di Francesco Mazzoni. Gli è succeduto Guglielmo Gorni, ma una volta che questi si è ammalato, il consiglio direttivo si è trovato paralizzato, si è ridistribuito le cariche e ha eletto un nuovo presidente, Emilio Pasquini. Il fatto è stato contestato da una parte dei soci, che hanno chiesto un'assemblea presentando anche un'istanza al tribunale di Firenze. L'appuntamento era stato fissato per ieri, ma gli animi si sono accesi subito soltanto per decidere chi doveva presiederla. La mattinata, polizia a parte, si è conclusa senza 'colpi bassi', se non verbali. E senza offese, giurano: rissa sì, ma sempre con un linguaggio forbito, come si addice a Dante.