MONTELEONE DI SPOLETO E' stato votato all'unanimità ieri in consiglio comunale il documento che verrà presentato la prossima settimana alla Procura della Repubblica contro l'attuale ministro dei beni culturali Francesco Rutelli e due ex titolari del dicastero: Rocco Buttiglione e Giuliano Urbani. L'esposto del Comune di Monteleone di Spoleto, che è anche contro il Metropolitan museum di New York, accusa ministri ed ex ministri di non aver fatto abbastanza per riportare in Italia l'antico carro etrusco ritrovato nel 1902 nei pressi di un'abitazione privata nel piccolo comune al confine con il Lazio. L'esposto è stato presentato ieri mattina durante il tradizionale consiglio che si svolge in onore di San Nicola all'interno della chiesa cittadina. Un evento che ha dato avvio alla manifestazione "Monteleone qualità plus" oltre che ai festeggiamenti in onore del santo patrono. "Faremo di tutto per riavere la nostra biga" ha commentato il sindaco di Monteleone, Nando Durastanti, cosi come tutta la giunta ed il consiglio comunale non si danno per vinti dopo le ultime vicende legate all'antico carro etrusco attualmente ospitato presso il Metropolitan museum di New York. Durastanti annuncia inoltre che quest'oggi, dalle 13 alle 14, un ampio servizio sulla questione della biga andrà in onda su Rai International. A spiegare nel dettaglio la base giuridica alla base della richiesta del Comune di riavere la propria biga sono stati questa mattina gli avvocati Tito Mazzetta, che da anni segue la vicenda, e Iolanda Caponecchi. L'antico carro, ospitato attualmente al Metropolitan museum di New York, nel mezzanino che apre le restaurate sale romane (dopo anni però di conservazione in magazzino) fu trovato da un contadino di Monteleone di Spoleto, Isidoro Vannozzi, nel 1902. Si tratta di un cocchio da parata dell'epoca, il più bello e completo - a detta degli esperti che lo hanno restaurato - tra quelli, più di 300, ritrovati in Italia nel corso degli ultimi secoli. La biga potrebbe esser stata realizzata da un artista della Grecia dell'Est, con un bagaglio culturale che comprendeva la conoscenza della saga omerica, venuto a lavorare in Italia. Sulla "Biga d'oro" e su come dalle porte della Valnerina sia finita a New York, passando prima da Norcia, è stato scritto un libro dal giornalista Mario La Feria. Ad aprire la controversia con il Met per riavere il carro a Monteleone è stato, nel 2004, il sindaco del piccolo comune umbro, Nando Durastanti, con il sostegno legale dell'avvocato Tito Mazzetta, che esercita negli States, ad Atlanta, ma è di origini monteleonesi. Mazzetta ha scritto varie lettere alla dirigenza del Met, ai ministri italiani dei beni culturali, e la vicenda è finita anche sulle pagine di importanti testate Usa, dal New York Times al New Yorker. "E' come se la Francia vi dovesse restituire la Gioconda...", è stata la replica del Metropolitan. Ma il Comune e gli abitanti della cittadina della Valnerina non si danno per vinti. Nell'aprile scorso una delegazione di abitanti del comune umbro, capeggiata dal sindaco, aveva manifestato a Roma di fronte alla sede del ministero dei beni culturali. Poi sono seguiti ampi servizi su trasmissioni televisive.