L'Italia interverrà per la conservazione del sito archeologico di Petra in Giordania, messo in pericolo dalle infiltrazioni d'acqua, e collaborerà al restauro dei rotoli del Mar Morto. Lo ha annunciato il vicepremier e ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli nel suo viaggio in Medio Oriente. La decisione riguardante la splendida città giordana è stata presa nel corso di un incontro con il principe Raud, che guida il trust per la conservazione dei monumenti di Petra. L'Italia, ha detto Rutelli, «invierà prestissimo» una missione del ministero che porterà in Giordania il laser scanner, un apparecchio che monitora lo stato di conservazione dei monumenti. Il problema a Petra sono le infiltrazioni di acqua che stanno compromettendo il già delicato equilibrio della pietra rosa, particolarmente friabile, che caratterizza lo splendido sito archeologico. Il laser scanner, che agisce per «nuvole di punti», è già stato utilizzato in Italia per la ricostruzione della basilica di Assisi e per il Cenacolo di Leonardo a Milano. E a mettere in pericolo il delicato equilibrio di Petra, ha sottolineato il ministro, si aggiunge anche il numero sempre crescente di visitatori, arrivati, ha detto, «a circa duemila persone al giorno». L'intervento italiano, ha fatto notare Rutelli, «prevede una spesa molto contenuta, che può assicurare la migliore conservazione del sito stesso». Ma non solo: l'Italia, ha sottolineato il ministro, lavora per il soccorso del patrimonio culturale, anche in altri luoghi della Giordania. Con l'università di Firenze, che sta operando in un castello medievale, molto importante per la conoscenza della storia del paese. Ma anche con il restauro dei mosaici di Madaba, una cittadina all'interno del regno che sorge vicino al Monte Nebo, il luogo dove morì Mosè e da dove parte la depressione geografica che arriva fino al Mar Morto e a Gerusalemme. Un luogo d'eccezionale bellezza, ha ricordato Rutelli, visitato, tra l'altro, da Papa Giovanni Paolo II e che è sotto tutela della Custodia Francescana. «L'intervento a Madaba è una iniziativa tripartita, composta da Stati Uniti, Italia e Giordania». Rutelli ha infine annunciato la costituzione, sempre in Giordania, di un centro di formazione per tecnici. L'Italia collaborerà anche alla conservazione e al restauro dei rotoli del Mar Morto. Lo ha annunciato Rutelli al termine di un incontro a Gerusalemme con Dorfman, direttore dell'Israel Museum, dove sono conservati i frammenti dell'importante documento storico. «È' una notizia rilevante ed emozionante per l'Italia - ha detto Rutelli -che un documento di così grande rilevanza per uno stato come quello ebraico sia affidato al nostro paese». Nella conservazione e nel restauro, ha precisato, sono coinvolti l'Istituto centrale per il restauro e l'istituto per la patologia del libro, «che hanno già inviato dei tecnici con il compito di cominciare il lavoro». Il vicepremier ha spiegato che da quando i rotoli sono stati rinvenuti, circa 60 anni fa, c'è stato un progressivo deterioramento dei frammenti, dovuto a tecniche di conservazione obsolete se non addirittura nocive. «Che un documento fondamentale di questa nazione sia affidato all'Italia testimonia l'autorità mondiale del nostro paese nelle tecniche di conservazione e di restauro».
Sito di Petra e rotoli del Mar Morto: interviene l'Italia
Il vicepremier e ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli ha annunciato che l'Italia interverrà per la conservazione del sito archeologico di Petra in Giordania, messo in pericolo dalle infiltrazioni d'acqua. L'Italia invierà una missione con un laser scanner per monitorare lo stato di conservazione dei monumenti. Il problema a Petra è la infiltrazione di acqua che sta compromettendo il delicato equilibrio della pietra rosa. L'intervento italiano prevede una spesa contenuta e lavora per il soccorso del patrimonio culturale in altri luoghi della Giordania. L'Italia collaborerà anche al restauro dei rotoli del Mar Morto, un documento storico importante.
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