Paolo Baratta ha passato ieri mattina con un quasi plebiscito l'esame alla Commissione Cultura della Camera. Con 26 voti a favore e due contrari, la sua candidatura a presidente della Biennale è andata liscia come l'olio. Il centrodestra, in realtà, aveva espresso qualche perplessità ma alla fine i voti si sono ricompattati sul nome proposto dal ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli. La votazione in Senato, invece, sarà fatta con ogni probabilità oggi. Il voto che è solamente consultivo dunque non ha riservato sorprese e non dovrebbe riservarne nemmeno in Commissione Cultura del Senato. Per essere effettiva, la nomina di Baratta dovrà poi essere pubblicata entro qualche giorno sulla Gazzetta Ufficiale. Il presidente uscente Davide Croff manterrà il suo incarico fino all'ultimo consiglio di amministrazione fissato per giovedì prossimo, al termine del quale, insieme agli altri consiglieri, rassegnerà le dimissioni. Su questo punto il consigliere Franco Miracco va giù duro: «Queste non dimissioni di Croff stanno impedendo gravemente la funzionalità stessa della Biennale. Chi ha orecchi per intendere intenda. Croff si dimetta per far insediare subito il suo successore». E ancora. «Con tutto il rispetto per il voto che sarà dato dal Senato continua Miracco quello avvenuto alla Camera dovrebbe essere sufficiente perché il ministro dia l'incarico a Baratta per recuperare al più presto il tempo perduto. Tempo che ormai non e' è più. Penso, ad esempio alla mostra del cinema e tutti i film che magari sono stati stati persi». Perché Baratta si insedi, sarà comunque necessario il rinnovo dell'intero consiglio di amministrazione. Rutelli, dal canto suo, non ha ancora fatto sapere il consigliere di nomina ministeriale mentre la Provincia e la Regione sembrano orientati a confermare gli attuali consiglieri, ossia lo storico dell'architettura Amerigo Restucci e il portavoce del governatore Giancarlo Galan, per l'appunto Miracco. A loro si aggiunge il sindaco Massimo Cacciari, vicepresidente della Fondazione nonché membro di diritto del Consiglio.