Una caratteristica dell'attività del Ministero per i Beni Culturali sotto la direzione di Francesco Rutelli è stata quella di una forte internazionalizzazione, che si è espressa sia nell'impegno per il recupero dei nostri beni trafugati all'estero (il caso più noto è la controversia con il Getty Museum, che ha già restituito 15 pezzi e restituirà il cratere di Eufronio nel 2008, ma non l'Atleta di Lisippo e la Venere di Morgantina), sia per la valorizzazione dei nostri tecnici del restauro per interventi in altri Paesi, sia, infine, per i prestiti (in alcuni casi anche controversi). Si sono prestate 190 opere a Pechino per l'esposizione «Grandi civiltà», l'«Annunciazione» di Leonardo è andata in Giappone per la mostra «Primavera italiana» e si sono siglati accordi con la Svizzera per il rimpatrio di beni, con la Francia per scambi in occasione delle celebrazione per il bicentenario napoleonico all'Elba (2014), con la Macedonia per la conservazione dei beni culturali... Nel luglio scorso, invece, l'Italia ha restituito 96 reperti archeologici, di età compresa tra il IV e il II millennio a.C, al Pakistan. Anche il disegno di legge approvato nel maggio 2006 in materia di reati contro il patrimonio, infine, oltre a rafforzare i poteri di indagine per gli ufficiali di polizia giudiziaria e ad innalzare sanzioni e pene, dovrebbe favorire lo scambio di informazioni sul furto dei beni culturali tra le polizie dei diversi Paesi.