Vengono accorpate direzioni lontane chilometri, ma l'Opificio delle pietre dure di Firenze non è stato incluso nell'Istituto superiore del restauro Sembra un paradosso, ma a sentire i rilievi di sindacati e dirigenti di via del Collegio romano, il riordino del ministero getterà nel caos i Beni culturali. Sì, perché l'entrata in vigore della riorganizzazione comporterà la creazione di nuove soprintendenze, l'accorpamento di altre, l'acquisizione per i poli museali di alcune città di competenze relative ai beni artistici, storici ed etnoantropologici. Tutto questo senza che vi sia non la copertura economica - la riforma ha dovuto rispettare il criterio dell'invarianza della spesa - quanto quella del personale disponibile. Spieghiamoci meglio: dal momento che il numero totale dei posti previsto per la dirigenza di seconda fascia (quella di dirigenti e sovrintendenti) non può essere superiore a quello stabilito dal regolamento, 216 - di cui 6 posti sono già destinati al gabinetto del ministro - la rivoluzione di Rutelli prevederà di fatto il declassamene del rango dell'istituto dirigenti amministrativi presso, le direzioni regionali, numerosi archivi di stato e alcune biblioteche. Per quanto riguarda gli archivi di Stato, sono interessate le realtà di Foggia, Caserta, Palermo, Catania e Trento, ma anche i dirigenti amministrativi, di alcune direzioni regionali fra cui Lazio, Calabria e Lombardia. Non solo. C'è anche il problema che la creazione di 17 nuove soprintendenze sembra non tenere conto del fatto che ce ne sono ancora 54 con dirigenza vacante e che manca ancora un anno per avere i risultati del concorsone fatto per coprirli. Ma non basta. Oltre a presentarsi il problema della mobilità coatta del personale e avanzare riserve sul costo di un' operazione che non sembra nemmeno funzionale, a via del Collegio romano ci si domanda quale logica presieda a certe scelte. Perché, per esempio, mentre in tutta Italia la tendenza è quella di accorpare gli istituti, l'Opificio delle pietre dure di Firenze non è stato incluso all'interno dell'Istituto superiore del restauro? Forse perché c'è stata un' influenza in questo senso di Andrea Marcucci, il sottosegretario toscano dei Beni culturali? E perché, si chiede la Uil, il sindacato che sta mettendo a tema una critica durissima a questo riordino, mentre sorgono nuove soprintendenze archeologiche come quella di Benevento, si accorpano quelle di Cagliari e Sassari. due città tra cui intercorrono centinaia di chilometri? Il sospetto insomma è che questa riforma sembra più pensata su misura per alcuni dirigenti e per soddisfare le esigenze della politica, piuttosto che per una migliore tutela del patrimonio e una maggiore funzionalità del ministero dei Beni culturali.