Il ministero dei beni culturali è come un organismo in perenne stato di riforme. Come un malato che abbisogna di continue cure ricostituenti? Forse. Mentre è in corso la riorganizzazione del dicastero, con la programmata nascita di nuove soprintendenze, è doveroso registrare il grido di dolore, giustificato, lanciato dall'Opificio delle pietre dure di Firenze. È uno dei principali istituti di restauro al mondo, ha una scuola ambitissima con pochi posti disponibili anche perché ci vuole il ricambio degli insegnanti e, benché con la riorganizzazione del dicastero ora abbia finalmente l'agognata autonomia, non ha in cassa i soldi per le «missioni» ufficiali dei suoi funzionali che devono andare in giro a spese proprie. Cecilia Frosini, responsabile del settore cartacei, ha raccontato infatti alla commissione cultura del Consiglio regionale della Toscana, che ha dovuto pagarsi il viaggio per esaminare lo stato di salute del Codice atlantico di Leonardo da Vinci conservato nella Biblioteca Ambrosiana di Milano. Non basta: sempre per mancanza di fondi, la restauratrice non ha potuto condurre le analisi di laboratorio necessarie a capire se e come quelle pagine così preziose hanno bisogno di cure. Intanto il ministro e vicepremier Rutelli incassa un risultato diplomatico-internazionale: l'Italia contribuirà con un milione e 300 mila euro alla ristrutturazione del Museo egizio del Cairo il cui radicale rinnovamento sarà completato nel 2008 con una spesa globale di 5,1 milioni di euro. Nel frattempo, e lo segnala Libero Rossi della Cgil, con la Finanziaria verranno assunte 500 persone a tempo indeterminato tramite concorso: 400 custodi, 100 tra storici dell'arte, architetti, archeologi, bibliotecari, archivisti. Servirà un mega-concorso, di quelli che riempiono aule enormi, e se il dicastero si sbriga potrebbe bandirlo entro il 2008. Converrà ricordare che uno dei suoi malanni più gravi è l'età media dei funzionari: 55 anni e passa. E senza ricambio un organismo così, di 22mila persone, rattrappisce. Lo sanno per primi quelli che nelle soprintendenze lavorano con sempre maggior affanno. A proposito di età: sempre la Cgil nota come nel Molise sia stato nominato direttore regionale Ruggero Pentrella. Architetto d'esperienza ma 68enne. E allora la pensione obbligatoria per i 67 anni d'età fatta valere, ad esempio, per La Regina a Roma e per Paolucci a Firenze? Mentre questo accade sul Giornale dell'arte di dicembre un editoriale del professor Andrea Emiliani, del Consiglio superiore dei beni culturali, contesta a Rutelli il non aver considerato le obiezioni del Consiglio stesso sulla riorganizzazione in corso. E a questo proposito, alcune soprintedenze dette «miste» che gestivano sia i beni artistici (s'intendono musei, quadri...) sia architettonici e paesaggistici (per intendersi palazzi e monumenti) vengono «sdoppiate», cioè da una diventano due. Così, oltre a tre archeologiche, ne nascono di nuove: 14 per i beni architettonici e paesaggistici del Friuli Venezia Giulia, il Molise, le province di Latina e Frosinone, di Reggio Calabaria e Vibo Valentia, di Salerno e Avellino, di Caserta e Benevento, una o due in Lombardia, poi Lecce, Livorno e Grosseto, le province di Arezzo, Firenze, Pistoia e Prato... Il guaio, secondo Gianfranco Cerasoli della Uil, è che siccome il ministero non può spendere più soldi e quindi il numero di dirigenti resta lo stesso, per far pari agli archivi saranno sottratte non persone in senso fisico ma con la qualifica di dirigente sì. E allora? «È un degrado». La Uil dubita anche sulla bontà del dare ai Poli museali di Firenze, Roma, Venezia e Napoli anche la competenza sui beni storico-artistici delle città. Per la verità più d'un esperto aveva giudicato proprio questa mancata «competenza» un errore. «I Poli sono per loro natura economicamente autonomi - risponde il sindacalista -Ma nella nuova situazione solo Firenze ricava abbastanza soldi per poter far da sé: gli altri da dove li prenderanno?»
Opificio: restauratori in missione a spese proprie
Il ministero dei beni culturali è in stato di riforma costante. L'Opificio delle pietre dure di Firenze, uno dei principali istituti di restauro al mondo, grida di dolore per la mancanza di fondi. La restauratrice Cecilia Frosini ha dovuto pagarsi il viaggio per esaminare il Codice atlantico di Leonardo da Vinci, ma non ha potuto condurre le analisi di laboratorio necessarie. Il ministro Rutelli ha ottenuto un risultato diplomatico-internazionale, con l'Italia che contribuirà a 5,1 milioni di euro alla ristrutturazione del Museo egizio del Cairo. Nel frattempo, la Finanziaria prevede l'assunzione di 500 persone a tempo indeterminato, ma il concorso sarà difficile da superare.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo