Nuovo capitolo nella telenovela sul grattacielo che Intesa Sanpaolo dovrebbe realizzare a Torino su progetto di Renzo Piano. Dopo le polemiche sull'altezza dell'edificio, oltre 200 metri e dunque più alto della Mole Antonelliana simbolo della città, l'architetto genovese ha scritto ad Enrico Salza, presidente del consiglio di gestione della banca, per proporre di abbassare l'altezza dell'ultimo livello accessibile delle nuova torre, al di sotto di quello della Mole. Dunque si scenderebbe a circa 150 metri. Piano ha anche proposto a Salza di ristrutturare il parco ai piedi della torre, totalmente a cura della banca, mettendo a disposizione della città non solo lo stesso parco, ma anche l'auditorium che verrà realizzato. Immediata la risposta di Salza. «Ho apprezzato e pienamente condiviso - ha replicato il banchiere - quanto l'architetto Piano ha scritto alla Banca circa l'idea di rispettare il rapporto con la Mole. In questo modo si pongono definitivamente le basi perché il nostro gruppo realizzi il nuovo centro direzionale sulla Spina 2». Migliorando ulteriormente il progetto iniziale. Ma la decisione di Piano e Salza, paradossalmente, potrebbe creare nuovi problemi e ulteriori occasioni di scontro anche a livello politico. Infatti la torre che la Regione Piemonte vuoi far costruire al Lingotto per ospitare tutti i suoi uffici, ma anche quella prevista dalla Sai, superano entrambe l'altezza indicata ora da Piano per il grattacielo di Banca Intesa. In particolare il grattacielo del gruppo assicurativo dovrebbe sorgere di fronte a quello dell'istituto bancario.