La Mole Antonelliana resterà ancora per molto tempo l'edificio più alto di Torino. Il più serio candidato a toglierle il primato, il grattacielo di Intesa Sanpaolo, da oltre 200 metri sarà infatti abbassato sotto i 167 del monumento simbolo di Torino. A proporre la riduzione di altezza è stato lo stesso progettista dell'opera, Renzo Piano, che ieri ha scritto al presidente del consiglio di gestione della banca, Enrico Salza, committente originale dell'edificio quando la fusione tra Intesa e Sanpaolo non era ancora avvenuta nel luglio 2006. Il grattacielo di Renzo Piano Si chiude così una querelle che ha molto animato la città nelle ultime settimane, da quando, alla vigilia dell'apertura della mostra di presentazione dell'opera alla città, venne diffuso un fotomontaggio del nuovo grattacielo in cui l'opera di Piano appariva come un pugno nell'occhio. Fu l'avvio di una serie di scoperte, per esempio si venne a sapere che un altro grattacielo di Alleanza Sai sarebbe sorto di fronte a quello Intesa Sanpaolo, e un altro di Massimiliano Fuksas era nei programmi della regione. Soprattutto ci si chiese perché si fosse progettata un'opera che superava i 150 metri di altezza, il massimo consentito in quell'area. L'assessore all'urbanistica Mario Viano fece mea culpa. A rispondere agli altri interrogativi ci ha pensato lo stesso Piano in consiglio comunale il giorno dopo aver inaugurato la nuova sede del New York Times. In quella sede nacque l'idea subito condivisa di abbassare Il nuovo grattacielo sotto l'altezza della Mole. Ieri Piano ha ufficializzato l'abbassamento «per deferenza all'edificio che è il simbolo della città, ma anche per ridurre l'impatto della torre, la cui qualità non sta affatto nell'altezza, o nel battere qualche primato, ma piuttosto nell'essere laboratorio urbano, generosamente aperto alla città; nell'essere laboratorio energetico, tecnicamente innovativo rispetto ai consumi e all'inquinamento, e infine nel cercare attraverso la leggerezza e la trasparenza una legittimità nello splendido arco alpino». Un abbassamento era comunque necessario per ragioni collegate alla sicurezza dei voli aerei in atterraggio a Caselle, secondo quanto previsto dall'Enac. Anche nel nuovo progetto, che richiederà qualche settimana, resteranno aperte al pubblico la sommità con una terrazza e un ristorante, oltre all'auditorium da 500 posti. Invariata anche la parte uffici per 200 addetti, il costo scenderà attorno ai 300 milioni di euro, dai 350 previsti in origine.