PALERMO - Aprire nuovi musei, spalancare le porte dei beni culturali, accogliere eventi e grandi mostre, insomma trasformare il turismo, soprattutto quello culturale, nel propellente di una macchina in marcia a pieno regime tutto lanno. «Senza limitarsi ai tre mesi estivi per offrire il mare che hanno anche altri Paesi, spesso a prezzi più convenienti». Questa la rivoluzione proposta da una nuova società candidata alla gestione del settore in Sicilia. Appunto, «Civita Sicilia», lultima nata dalla società madre guidata da Gianfranco Imperatori, un banchiere che conosce bene Palermo dove in passato ha presieduto il Banco di Sicilia e concluso la vendita di cinque grandi alberghi al gruppo Caltagirone: «Fu la prima spinta seguita dal 2001 al 2006 dallapertura di altri 255 hotel...». Adesso che la Sicilia è al giro di boa, con la ribellione degli imprenditori a mafia e racket, e proprio Imperatori, parlando con il presidente degli industriali Ivan Lo Bello, ad inserire in questo contesto la scelta di misurare nellisola la capacità di gestione di «Civita servizi», la società che nata ventanni fa gestisce una catena di musei e siti monumentali di prima grandezza, dalle gallerie di Roma e Venezia al Cenacolo di Milano. Partner delliniziativa nellisola sono la Fondazione Banco di Sicilia presieduta da Gianni Puglisi (30 per cento) e il Banco di Sicilia, gruppo Unicredit, presidente Salvatore Mancuso (al 19). Tutti decisi ad operare come supporto alle istituzioni locali. Sulla scia di quanto già accade per la Galleria darte moderna, il «Moma» di Palermo, dove ieri sono approdati dipinti, vetri e fotografie della mostra «Venezia e il secolo della Biennale».