Centosettanta chilometri di paesaggi, storia, arte e spiritualità, da Proceno a Roma, percorribili apiedio in bicicletta, attraverso sentieri e strade sterrate che partono dalla campagna viterbese e giungono nel cuore della cristianità, a San Pietro. È la via Francigena del Lazio, uno dei più importanti e suggestivi itinerari dell'Europa medievale, l'ultimo tratto del cammino che da Canterbury portava aRoma, che tornerà fruibile e sicuro grazie al lavoro di riqualificazione portato avanti da Regione Lazio, ministero per i Beni e le Attività Culturali, dai17Comuni attraversati dal tragitto, dall'Opera romana pellegrinaggi e dall'Associazione europea delle vie Francigene. Si tratta di un cammino che percorre i tratti paesaggistici e culturali più suggestividell'alto Lazio, dalla chiesa di San Giovanni in Val di lago (sulle rive del lago di Bolsena) a quelle di San Flaviano a Montefiascone e di Santa Maria in Forcassi a Vetralla. Dalla chiesa rupestre di Santa Maria del Parto a Sutri,coni suoi affreschi medievali che raffigurano i pellegrini della stessa via Francigena alle suggestive Torri diOrlando nella campagna viterbese. E poi la chiesa di San Eusebio a Ronciglione con i suoi preziosi dipinti e il santuario della Madonna del Sorbo. Gli uffici degli assessorati regionali della Cultura, Turismo e Ambiente hanno lavorato per individuare e definire un percorso praticabile e "sicuro", sia a piedi che in bicicletta: la Regione Lazio investirà tre milioni di euro, di cui uno è già stato stanziato per il finanziamento infrastrutturale del tratto che attraversa il territorio dei comuni di Proceno, Acquapendente, Grotte di Castro e San Lorenzo Nuovo, per complessivi trenta chilometri. «È il nostro contributo ad un importante progetto culturale che coinvolge tutto il Paese» ha detto l'assessore regionale alla Cultura Giulia Rodano.