Nuovi studi sulla scultura di Michelangelo vengono presentati oggi agli Uffizi -------------------------------------------------------------------------------- UNA rilettura della monumentale scultura del Bacco di Michelangelo, capolavoro conservato al Museo del Bargello, lontana dalla consueta immagine del dio ebbro di vino, sensuale e androgino. Una nuova indagine di fonti storiche e critiche, durata un anno, per una visione contemporanea del "dio della spensieratezza e della condanna", che i critici darte Sergio Risaliti e Francesco Vossilla affidano al volume "Il Bacco di Michelangelo" (Maschietto editore, primo volume della collana Tandem curata dai due critici). Oggetto di pregiudizi e interpretazioni limitate, lopera viene esaminata a partire dalla committenza, dagli ambienti culturali della Firenze neoplatonica e della Roma di Sisto IV, in cui il potente camerlengo cardinale Raffaele Riario (nipote del papa e coinvolto in due congiure contro i Medici) chiede al giovane Michelangelo di realizzare lopera. La scultura doveva far parte di una serie di statue per realizzare nel cortile della cancelleria un teatro in cui leffigie del Bacco-Dioniso si ergesse appunto come protettore della scena. Un progetto non portato a termine dal camerlengo, che spinse poi Michelangelo a censurare il capolavoro terminato nel 1497, un grande nudo in marmo da ammirare a tutto tondo. Un resoconto puntuale, documentato dalle foto di Serge Domingie, che rilegge intrecci di vicende e fonti come in un thriller, e che oggi sarà presentato alle ore 17 alla Biblioteca degli Uffizi dagli autori con il critico darte Sergio Bertelli, il docente di estetica Sergio Givone, la soprintendente del Polo museale Cristina Acidini e il direttore della Biblioteca degli Uffizi Claudio Di Benedetto. (m.a.)
FIRENZE - Laltra storia del "Bacco"
Un nuovo studio sulla scultura di Michelangelo, "Il Bacco di Michelangelo", viene presentato oggi agli Uffizi. L'opera, considerata un capolavoro, è stata esaminata a partire dalla committenza e dagli ambienti culturali della Firenze neoplatonica e della Roma di Sisto IV. La scultura doveva far parte di una serie di statue per un teatro, ma il progetto non fu portato a termine. Michelangelo censurò l'opera, che è un grande nudo in marmo da ammirare a tutto tondo. Il volume esamina le fonti storiche e critiche e presenta una visione contemporanea del "dio della spensieratezza e della condanna".
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