Lassessore al patron della Fortitudo: "Non prendiamo in considerazione semplici ipotesi di valorizzazione di terreni" "Solo pressioni immobiliari" Merola affonda "il parco delle stelle" di Sacrati -------------------------------------------------------------------------------- È davvero «sulla carta» il «Parco delle stelle» da centomila metri quadrati ideato da Gilberto Sacrati, padrone della Fortitudo basket. E nemmeno di quella buona considerando la reazione dellassessore allUrbanistica Virginio Merola alla vista delle quattordici pagine dal titolo «Studio di complesso sportivo multifunzionale integrato al campus Fortitudo» che gli uffici di palazzo dAccursio hanno liquidato come la rappresentazione sommaria di unidea ben lungi dallessere un progetto. Giudizio che equivale a un rinvio al mittente con relativa discreta irritazione per la modalità del lancio in pompa magna dellidea di un complesso residenziale, sportivo e commerciale prima del necessario iter amministrativo che tutto questo comporta. «In conclusione - lamenta stizzito lassessore Merola - si ritiene che la vicenda si collochi a pieno diritto nellambito delle pesanti pressioni immobiliari che, in questo periodo, certo non favoriscono un sereno approfondimento delle scelte di pianificazione. Semplici ipotesi di valorizzazione immobiliare che non tengono conto degli indirizzi del piano strutturale comunale - continua - non saranno prese in considerazione da questa Amministrazione». Sembrerebbe il de profundis per il «Parco delle stelle» che rischia così di precipitare repentinamente al suolo. Anche perché il parere negativo dellassessore è motivato dallassenza di alcuni requisiti indispensabili per un insediamento di quel tipo. Il primo è la destinazione delle aree «Caab nord», che fanno capo a undici proprietari diversi (coi quali Sacrati si sarebbe accordato), sulle quali sono ammesse attività logistiche, mercatali e di servizio (incluso un impianto sportivo), ma dovè assolutamente vietata la residenza come, invece, previsto dal «Parco delle stelle». In secondo luogo, non si può prescindere dalla presenza di una infrastruttura per il trasporto veloce di massa, del tutto assente in questo caso. «In mancanza di tali requisiti - riprende Merola - non esistono possibilità di trasformazione dei terreni individuati». Inoltre, il piano strutturale comunale (Psc) non è ancora stato approvato definitivamente, né esiste a tuttoggi un accordo territoriale sul Caab visto che è stato costituito un gruppo di lavoro tecnico tra la Provincia e i Comuni di Bologna, Castenaso e Granarolo al fine di valutare cosa insediare in quelle aree. Non solo. Il progetto, una volta presentato, dovrà entrare nei piani operativi comunali che, con cadenza quinquennale, attueranno tutto ciò che è previsto nel Psc. Insomma, le quattordici cartelle di Sacrati non hanno nessun valore se non quello di esercitare «pesanti pressioni» sullAmministrazione. «Non è con anticipazioni alla stampa - rincara Merola - che si può pensare di modificare le destinazioni urbanistiche sulle quali decide il Consiglio comunale». Tantomeno hanno ragion dessere «ipotesi di valorizzazioni del PalaDozza» come quelle contenute nel piano spedito alla giunta. Il palasport di piazza Azzarita è infatti di proprietà del Comune e questultimo non ha mai espresso nessuna volontà di trasformazione-valorizzazione anche in considerazione «delle necessità di tutela dellimmobile, tutte da approfondire, in particolare con la Sovrintendenza» spiega Merola. Anche «Nomisma», incaricata dai proprietari di verificare le compatibilità urbanistiche delle aree «Caab nord», sta approfondendo la questione al punto che nei prossimi giorni si incontrerà con il vice presidente della Provincia Giacomo Venturi per valutare la compatibilità tra lipotesi dei proprietari e gli strumenti urbanistici dei Comuni e della Provincia stessa. Anche il presidente del quartiere San Donato Riccardo Malagoli cade dalle nuvole: «Nessuno ci ha mai contattato e il nostro Psc prevede su quelle aree attività sportive e ricreative ma non residenze e alberghi» dice. «Se dovesse passare lipotesi di un palasport, sarebbe necessaria uninfrastruttura di trasporto sennò sarà il caos in quartiere, mentre le strade dei Comuni di Granarolo e Castenaso sono secolari e impossibili da allargare.