I merli normanni della Cattedrale di Palermo da un anno attendono i soccorsi. Lo smog e il maltempo li stanno sgretolando e rischiano di cadere sulle macchine che sfrecciano in via Matteo Bonello. La soprintendenza da gennaio chiede alla Regione un finanziamento di 15 mila euro per metterli in sicurezza. Ma lassessorato ai Beni culturali solo oggi è riuscito a trovare i soldi che servono per intervenire, raschiando le briciole del fondo degli interventi urgenti. E se i merli forse saranno riparati, lo stesso non si può dire per il castello dei Ventimiglia a Geraci che rischia di cedere perché una parete è stata colpita da un fulmine. O per larea archeologica di Solunto, da giorni chiusa a causa di una frana e ancora per la chiesa di Belmonte Mezzagno che sta cadendo a pezzi. In tutto sono oltre 30 le richieste di messa in sicurezza che giacciono in assessorato. Nella chiesa della Madonna dei poveri di Belmonte Mezzagno deve essere ristrutturato il Santissimo Crocifisso, a Capaci invece sta cadendo per infiltrazioni il tetto della Chiesa Madre. A Erice da quasi un anno è squarciato il tetto della chiesa del Santissimo Salvatore e a Messina occorrono degli interventi per salvare la chiesa di Santa Maria dei Giardini. «La situazione è molto grave, il fondo inizialmente ammontava ad appena 200 mila euro, a fronte dei 25 milioni stanziati fino al 2005», dice lex soprintendente di Palermo, Vincenzo Scuderi che ha scritto una lettera al governatore Salvatore Cuffaro, insieme alle associazioni Salvare Palermo, Italia Nostra, Fai, Dimore storiche e Amici dei musei. Attraverso lutilizzo di altri stanziamenti, il fondo è arrivato a un milione di euro. Comunque poco se si considera gli oltre 4 milioni di euro di richieste giacenti già dallinizio del 2007. «Sappiamo che questa cifra non basta a coprire le tante domande, ma ricordo che quando mi sono insediato le somme stanziate per gli interventi urgenti erano ancora di meno», dice lassessore ai Beni culturali, Lino Leanza. In assessorato sperano che in questo scorcio di fine anno, «non accada nulla ai beni artistici dellIsola», visto che in cassa sono rimasti appena 20 mila euro, che saranno utilizzati solo in caso di gravissima urgenza. «Se non ci sono soldi non possiamo fare miracoli - dice il dirigente dei Beni culturali, Romeo Palma - In questi giorni si è allagato uno scavo archeologico nel centro di Messina, ma noi non abbiamo più fondi per intervenire». E le soprintendenze ormai nemmeno inoltrano le richieste alla Regione. «La situazione è drammatica, a volte nemmeno facciamo domanda perché sappiamo che non ci sono i soldi - dice la soprintendente di Palermo, Adele Mormino - Così se in questi giorni succede qualcosa a un monumento, noi non possiamo intervenire. Un esempio? Nellarea archeologica di Solunto cè stata una frana che ha bloccato lingresso e io sono stata costretta a chiudere il sito». Soltanto nelle ultime settimane sono stati erogati i fondi per la chiesa di Erice, per il teatro Antico di Taormina, o ancora per la cappella del Santissimo crocifisso di Acireale e il quartiere Borbonico di Catania. Il resto? «Lo finanzieremo il prossimo anno», dice Leanza. Le associazioni chiedono che nel bilancio 2008 vengano stanziate per questo tipo di interventi almeno 25 milioni di euro: «Il taglio degli ultimi due anni sta portando alla distruzione di molti beni artistici siciliani», dice il responsabile di Italia Nostra, Piero Longo. «Impossibile - ribatte Leanza - Confermare il milione di euro per questo tipo di interventi è il massimo che posso fare». Di certo cè che il taglio è stato dovuto anche al largo utilizzo dei fondi europei per interventi strutturali. Grazie al Por 2000-2006 sono stati erogati oltre 2 miliardi di euro per i restauri dei beni culturali. «Somme comunque utilizzate male, visto che dai progetti sono stati a volte esclusi dei beni importanti, come è accaduto per Palazzo Bonagia e Maredolce, per i quali occorre il doppio rispetto a quanto attualmente erogato», dice Scuderi. E il rischio è che il futuro sia ancora peggiore del presente: nella nuova programmazione dei fondi europei per il 2007-2013 sono stati richiesti appena 739 milioni di euro per la salvaguardia dei beni artistici della Sicilia. Meno della metà del vecchio Por.
SICILIA - A secco il fondo regionale stop ai restauri dei monumenti
La Regione siciliana sta affrontando una grave situazione per la mancanza di fondi per la salvaguardia dei beni culturali. La soprintendenza di Palermo ha richiesto 15 mila euro per riparare i merli normanni della Cattedrale di Palermo, ma lassessorato ai Beni culturali ha trovato solo 20 mila euro. Altre richieste di interventi urgenti includono la chiesa di Belmonte Mezzagno, la chiesa di Santa Maria dei Giardini a Messina e il castello dei Ventimiglia a Geraci. La situazione è drammatica, con oltre 30 richieste di interventi urgenti che non sono stati finanziati.
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