Il rapporto avverte che le infiltrazioni dacqua hanno corroso il monumento. Stele "fuori asse" di qualche millimetro I restauratori: "Gravi danni per inquinamento, pioggia e vento" il cantiere Gli interventi sono finanziati dai ponteggi con la maxi-pubblicità -------------------------------------------------------------------------------- Unurgente operazione di restauro che passi attraverso la pulitura, il consolidamento dei blocchi di marmo e la stabilizzazione della sfera in bronzo. È quello di cui ha bisogno lobelisco sallustiano di piazza Trinità dei Monti che, a causa dellinquinamento, della pioggia e di un prolungato periodo di tempo in cui non sono state fatti né restauri né manutenzioni, rischia, se non si interverrà al più presto, cedimenti e crolli. Lallarme arriva dopo mesi di sondaggi e rilevazioni, controlli e analisi che per un lungo periodo di tempo hanno nascosto il monumento alla vista dei turisti, oscurandolo con ponteggi e teli pubblicitari. Non avendo i fondi necessari per finanziare il restauro dellobelisco egiziano proveniente dagli Horti Sallustiani, il ministero per i Beni culturali ha coinvolto la società Agat, che ha trovato sponsor privati disposti a pagare finora 350mila euro (ma la spesa complessiva è di circa mezzo milione) per finanziare il restauro con maxi-cartelloni pubblicitari da 60 metri quadrati ognuno. Pubblicità di auto, banche e capi dabbigliamento che da mesi compaiono nelle fotografie di tutti i turisti in visita a piazza di Spagna. «Dalle rilevazioni sullobelisco - ha spiegato Guido Moro, responsabile delléquipe incaricata dei sondaggi preliminari - abbiamo constatato che la situazione del monumento è più compromessa di quanto pensavamo». Dalle analisi è risultato che il monumento - circa 31 metri daltezza con il monolite di 14 metri che poggia sul basamento settecentesco - ha subito gravi danni a causa dellinquinamento e delle avverse condizioni atmosferiche. «Trovandosi tra via Sistina e via Gregoriana - ha precisato Moro - è sottoposto a forti venti di scirocco che trasportano sabbia e che corrodono i marmi del basamento». Ma i danni maggiori sembrano riguardare le cavità interne dellobelisco, aggravati anche dal fatto che lobelisco risulterebbe «fuori asse», anche se di pochi millimetri. A causa delle piogge, le infiltrazioni dacqua hanno corroso linterno e, se non si interverrà al più presto, nei prossimi dieci anni potrebbero nascere crepe che metterebbero a rischio la stabilità. I lavori di restauro, che partiranno a gennaio, si concluderanno entro aprile-maggio e saranno finanziati dagli introiti dei ponteggi-pubblicità che nasconderanno ancora per molto tempo il monumento. Dovranno anche rimettere in asse i due blocchi che costituiscono il monumento e stabilizzare il giglio, la stella e la croce di bronzo alla sommità del monumento.