ECCO LARCHIVIO DELLA FAMIGLIA ANGLO-PALERMITANA Centinaia di documenti ordinati e catalogati raccontano lepopea del casato e le vicende di un secolo segnato da commerci e rivoluzioni -------------------------------------------------------------------------------- «Un viaggio un po faticoso e lungo, ma interessante e affascinante». Beatrice Palmigiano Gozzo descrive così, con il tratto semplice e gentile che le è naturale, il percorso al termine del quale si è ritrovato in mano il compiuto archivio dei Whitaker di Villa Malfitano. Il prezioso fondo documentario che, con giusto rilievo, viene presentato oggi alle 17 nella sontuosa dimora di via Dante dalla dottoressa Giuseppina Giordano, Sovrintendente ai Beni Archivistici della Sicilia. Larchivio appartiene alla Fondazione intestata a "Pip" Cioè alluomo daffari, figlio di Joseph e di Sofia Sanderson, che fu protagonista della Sicilia novecentesca, filantropo e primo proprietario della grande casa di via Dante ancora vegliata da due possenti leoni britannici in marmo. Ma fu anche il capo di una famiglia - vissuta tra la seconda metà dellOttocento e di quasi tutto il Novecento - che incise molto nelle vicende economiche, politiche e culturali dellIsola, un periodo aureo i cui documenti ora costituiscono più che un archivio "familiare" un fondo di interesse storico complessivo. I documenti, infatti possono fornire lumi agli studiosi della nostra storia e a quanti vogliano saperne di più sulla Palermo al tempo delle rivoluzioni, quella "sotto il vulcano" per citare Trevelyan, e sullélite sociale del tempo che tanta parte ebbe negli avvenimenti nazionali del XX secolo. Joseph Isacco Spadafora Whitaker, detto "Pip", la moglie Caterina Scalia, in famiglia "Tina" e le loro due figlie Norina e Delia - i Whitaker di Malfitano - furono infatti in rapporti di amicizia e dintensa corrispondenza con molte famiglie inglesi residenti in Sicilia e con laristocrazia locale. Tra i loro ospiti il kaiser tedesco Guglielmo II con il quale la famiglia anglo-palermitana aveva antiche frequentazioni. Joseph fu il leader massimo del casato sbarcato a Palermo per attivare i commerci nel Mediterraneo, in primo luogo per diffondere il Marsala e i vini siciliani in Europa. La sua leadership era riconosciuta dai fratelli Joshua e Robert e da tutto il clan familiare. Il "patriarca" fu ben coadiuvato dallenergica Tina che forse, da tipica madre del Sud, dispose troppo dellavvenire di Norina e Delia condizionandone scelte e frequentazioni. Pip fu un uomo schivo ma con tanti interessi. Amante della natura e della fauna avicola mise insieme una stupenda collezione di uccelli imbalsamati. Una raccolta cui il fondo fa molti riferimenti cartacei, ma che per londivago atteggiamento del nostro Ateneo, prese infine il volo - trattandosi di uccelli, seppure imbalsamati, mai metafora fu più calzante - per Belfast. Appassionato di piante rare, Pip fece poi venire in città un botanico tedesco perché scegliesse le piante più belle e più adatte al suo grande parco, dove fiorirono per la prima volta nella nostra Regione le strelitzie. Certo, insieme ai fratelli, Pip si dedicò con profitto alla paterna azienda vinicola Ingham Whitaker. Occupazione che però non gli dette le gioie che trasse dallacquisto dellisola di Mozia. Un tesoro personale che gli fece conoscere a fondo alcuni aspetti della civiltà fenicia sulla quale scrisse un libro. Lo poté fare grazie agli scavi archeologici compiuti a sue spese da grandi esperi internazionali e poi da lui stesso, scavi talora non incoraggiati dalle autorità competenti. Più di un dispiacere gli venne dalla coltivazione, sempre a Mozia, dellagave sisalana che gli procurò scarse fibre e nessun guadagno. Da filantropo, come peraltro attesta ampiamente larchivio che si presenta oggi, si distinse nellassistere linfanzia abbandonata. Né per vari aspetti gli fu seconda la moglie Tina, figlia dun eroe garibaldino, di carattere autoritario e desiderosa di primeggiare sulle concittadine. Studiò musica e canto e i documenti ora in archivio ne attestano il plauso riscosso addirittura dal grande Wagner. Donna Tina diresse comunque con una certa abilità il ménage familiare nella villa ove soggiornarono, tra il 1906 e il 1907, anche i reali dItalia, limperatrice Eugenia ed Edoardo VII con la regina Alessandra e la principessa Vittoria. Un poco più oscuro fu invece lavvenire delle due figlie cui tuttavia - e i documenti ora non mancano - non fecero difetto feste, ricevimenti e tableau vivant. Lunica a sposarsi fu però Norina. In età avanzata e con la salute già malferma cui forse non giovò un unico vano tentativo di dare un erede al casato. Curiosamente, di quellaborto nellarchivio dà notizia una lettera inviata a Norina ormai vedova e dove le si dice di un medium che vide accanto allanima del marito un imprecisato "baby". Delia proseguì gli scavi a Mozia con illustri archeologi come Benedikt Isserlin e Vincenzo Tusa. Rimase illibata ma rifiutò anche molti spasimanti, compreso Francesco Paolo Tosti del quale in archivio resta una foto con dedica. Lanziana signorina morì nel 1971, largamente compianta ma senza aver visto nascere lattesa Fondazione "Giuseppe Whitaker", lattuale ente morale divenuto tale con il patrocinio dellAccademia dei Lincei.
SICILIA - La sicilia dei Whitaker: ecco l'archivio di famiglia
Larchivio dei Whitaker di Villa Malfitano è stato presentato pubblicamente per la prima volta. Larchivio appartiene alla Fondazione "Pip" Cioè alluomo daffari, figlio di Joseph e di Sofia Sanderson, che fu protagonista della Sicilia novecentesca, filantropo e primo proprietario della grande casa di via Dante ancora vegliata da due possenti leoni britannici in marmo. Larchivio contiene documenti che raccontano la storia del casato e le vicende di un secolo segnato da commerci e rivoluzioni. I documenti includono lettere, registri commerciali e altri documenti che forniscono informazioni sulla famiglia Whitaker e sulla loro attività commerciale e filantropica.
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