Amalfi. «Amalfi crocevia del Mediterraneo medievale». Se ne parlerà per due giorni nell'ambito del seminario che prenderà il via domani alla Biblioteca comunale. L'iniziativa del Centro di cultura e storia amalfitana s'inserisce nell'ambito della rassegna biennale «Approdi mediterranei della cultura europea» che annovera anche la prima edizione del premio «Amalfi Rivi e Ra» (Recupero immagine valori identitari e risorse ambientali) in programma il 15 dicembre, (Sala Henrik Ibsen, ore 17) e la mostra grafica ed artistica «Atelier Amalfi. Gli archetipi della gioia e dell'eleganza ai tempi di Pietro Scoppetta (16 dicembre-6 gennaio, Basilica del Crocifisso). Attraverso il seminario (patrocinato dal ministero per i Beni e le Attività culturali e della Regione) si mira ad una valutazione complessiva delle fonti disponibili, dello stato degli studi condotti finora, delle prospettive di approfondimento sotto forma di spazi ancora aperti alla ricerca per ricomporre, tessera su tessera, il mosaico della intrigante e complessa vicenda di Amalfi medievale. Gli studiosi partecipanti, provenienti dalle Università italiane e straniere, si confronteranno durante questi due giorni, sui temi proposti per le tre sessioni programmate: interscambi ed insediamenti commerciali nell'Italia medievale; colonie, quartieri, fondaci, centri religiosi e assistenziali amalfitani nei Paesi d'Oltremare; interrelazioni culturali, incontri stilistici, testimonianze figurative. A completare la vasta panoramica culturale e storico-artistica seguirà una tavola rotonda (7 dicembre, ore 16) incentrata su «L'arte nella Campania medievale» che prenderà spunto dalla presentazione del volume di Valentino Pace «Arte medievale in Italia meridionale». Condotta da Francesco Gandolfo dell'Università Tor Vergata di Roma, si avvarrà della partecipazione di Francesco Abbate, Francesco Aceto, Francesca Dell'Acqua, Massimo Oldoni, Valentino Pace, Lina Sabino e Giusi Zanichelli. Amalfi ha sempre svolto il ruolo di città ponte fra Oriente e Occidente europeo. Durante il seminario si comprenderà meglio questo ruolo, quanto mai attuale per il Mediterraneo di oggi, diviso da barriere culturali e religiose e teatro di conflitti laceranti. Guglielmo di Apulia, nel secolo XI, offrì di Amalfi un'efficace descrizione storica:«Qui si conoscono gli arabi e i libici, i siciliani e gli africani. Questa gente è famosa in quasi tutto il mondo come quella che arreca altrove ciò che è degno di acquisto e ne riporta quanto ha comprato».