Pompei. L'arcivescovo Carlo Liberati lo aveva promesso ai fedeli di tutto il mondo: «Riporterò il santuario della Beata Vergine del Rosario ai suoi antichi fasti». A dieci mesi dall'impegno che il vicepremier, Francesco Rutelli, assunse nella sua prima visita alla basilica pompeiana, il 9 febbraio 2007, «il ministero dei Beni Culturali sponsorizzerà il restauro del santuario». Monsignor Liberati annuncia l'avvio dell'iter per la pubblicazione della gara d'appalto. L'ultimo ostacolo da superare era l'ok della Soprintendenza dei beni architettonici di Napoli. Sabato la tanto sospirata autorizzazione è giunta. Ora, al santuario non resta che costituire la commissione giudicante, composta da un rappresentante del Vaticano, del santuario e da esperti in pittura, mosaici, arti musive e decorazioni, che avrà il compito di esaminare le offerte della gara d'appalto che, l'arcivescovo, indirà quanto prima. Il ministero ha già anticipato un milione di euro per finanziare i lavoro del primo lotto. Occorreranno altri quattro milioni per completare il delicato intervento che, confida l'arcivescovo, «arriveranno dal ministero e dalla carità dei fedeli». Il «miracolo» terreno annunciato dal prelato si sta, dunque, per manifestare. Per restaurare gli affreschi, i pregiati mosaici, i marmi e i preziosi decori della basilica, «c'era bisogno di un miracolo», ha, infatti, sempre sostenuto monsignor Liberati. I finanziamenti sono stati attinti dalla società Arcus, costituita nel febbraio del 2004 per lo sviluppo dell'arte, della cultura e dello spettacolo, il cui capitale è interamente sottoscritto dal ministero dell'Economia e la cui operatività deriva dal programma di indirizzo messo a punto dal ministero per i Beni culturali e da quello delle Infrastrutture e dei Trasporti. Per uno dei templi della cristianità più visitato al mondo, quattro milioni e mezzo di pellegrini che vi fanno tappa ogni anno, «è necessario un intervento urgente», affermò Rutelli. Il recupero dell'interno della basilica si divide in due aspetti. L'emergenza: bloccare tempestivamente le infiltrazioni di acqua e l'umidità che stanno logorando i tesori murali. Il recupero: restauro degli affreschi e dei mosaici. Il lavoro di restauro sarà lungo e, però, assicurano i tecnici, non interferirà assolutamente con la preghiera dei fedeli. La prelatura pompeiana, a proprie spese, ha fatto redigere rilievi, misurazioni, spaccati architettonici, pittorici e musivi, di tutto l'interno affrescato e ornato. Dopo una ricognizione storica sui materiali impegnati per le decorazioni dell'interno, realizzate da artisti dell'Ottocento, la perizia tecnica ha stabilito che occorrono cinque milioni di euro per salvare il tesoro della basilica. È dal 1926 che non viene effettuato alcun restauro. Il santuario è stato costruito in tempi diversi. L'originario, a croce latina con una sola navata, fu eretto tra il 1876 e il 1891, su progetto del professor Antonio Cua dell'Università di Napoli, e misurava 420 metri quadrati. Per accogliere i tantissimi fedeli, tra il 1934 e il 1939, il santuario è stato ampliato, passando da una a tre navate, mantenendo la struttura a croce latina. Il progetto fu ideato dall'architetto e sacerdote monsignor Spirito Maria Chiapetta, che ne diresse anche i lavori. L'interno, di duemila metri quadrati, può accogliere circa 6.000 persone. La cubatura totale è di 40.000 metri.
Pompei: ok dalla soprintendenza, presto la gara per recuperare affreschi, mosaici, marmi e decori
L'arcivescovo Carlo Liberati ha promesso di restaurare il santuario della Beata Vergine del Rosario a Pompei. Il ministero dei Beni Culturali ha sponsorizzato il restauro e ha annunciato un milione di euro per finanziare il lavoro del primo lotto. La Soprintendenza dei beni architettonici di Napoli ha autorizzato il progetto. La commissione giudicante sarà composta da esperti in pittura, mosaici, arti musive e decorazioni. Il restauro sarà lungo e non interferirà con la preghiera dei fedeli. La perizia tecnica ha stabilito che occorrono cinque milioni di euro per salvare il tesoro della basilica. Il santuario è stato costruito in tempi diversi e ha subito due ampliamenti.
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