Singolare protesta per dimostrare alla popolazione quello che secondo il comitato sarebbe l'impatto sulla viabilità della costruzione di nuove case Raccolte mille firme contro la realizzazione di Borgo degli Ulivi sul colle del Monsel Ambientalisti e cittadini sul piede di guerra Mille firme per dire «no» alla realizzazione di Borgo degli Ulivi sulla collina di Quinzano conosciuta come colle del Monsel. Qui 18 mila metri quadri di terreno un tempo agricolo dovrebbero lasciare il posto a 60 appartamenti. E per far meglio comprendere al resto della città quale, secondo gli ambientalisti, sarà il danno ambientale e viabilistico a cui l'intera zona andrà incontro, ieri il comitato che vede uniti Wwf, associazione Il Carpino, Legambiente, Italia Nostra, Il Comitato di cittadini contro il collegamento autostradale delle Torricelle, nella battaglia contro quello che considerano «un intollerabile attacco alle colline veronesi», hanno organizzato e «inscenato» un ingorgo automobilistico. Nell'ora di punta, tra mezzogiorno e le 13 da piazza Righetti era impossibile arrivare all'imbocco con via Are Zovo. Nella stretta via Lavello il doppio senso di marcia impediva alle auto di scendere e di salire lungo la collina: da qui non vi sono altre strade per arrivare a Montecchio di Negrar e il blocco diventa quindi inevitabile. «A meno che non si buttino giù le case o non si fori la collina», dicono con ironia gli anziani dello storico paese veronese che diede vita alla prima Cooperativa di Mutuo Soccorso nella metà dell'Ottocento, i Peri Cotti. A sostenere la protesta anche i consiglieri di minoranza della seconda Circoscrizione con loro anche l'ex assessore Giancarlo Montagnoli che ha ricordato come la precedente amministrazione Zanotto avesse provato a togliere la variante al vecchio piano regolatore che vedeva l'edificabilità sul Monsel. Del caso è stato informato anche il ministro per i Beni culturali Francesco Rutelli in occasione del convegno sulla tutela del paesaggio voluto dalla Fai (Fondo ambiente italiano) che si è tenuto ad Assisi il 10 novembre. A consegnare un'attenta e particolareggiata documentazione è stato Riccardo Battiferro, storico dell'arte e consulente per i Beni culturali, artistici e storici. Battiferro che si definisce un «professionista ambientalista free lance» si dichiara «basito» di fronte al disinteresse che fino ad oggi la Soprintendenza ai beni culturali ha dimostrato. In ballo - a detta degli ambientalisti - c'è il futuro di un gioiello storico, Villa Tobiolo. Gli appartamenti infatti sorgeranno nell'appezzamento terriero della villa sorta nel XV secolo. «Da un grande portale della villa è possibile accedere alla strada che conduce all'eremo di San Rocchetto», spiega Battiferro, «Villa Tobioli è indicata nel "Campion delle Strade" del 1589 come "domus de Cesare Tobioli ad crearias". Questo di per sé dovrebbe bastare a far comprendere il valore storico della zona e quindi il bisogno assoluto di tutela». Dopo che il Tar del Veneto ha dato ragione alla ditta incaricata della lottizzazione del Monsel in quanto le indagini ambientali e di flusso del traffico presentate sempre nel 1991 dal Comune lo indicavano come luogo ideale all'edificazione, il comitato contro l'edificazione ha chiesto esplicitamente l'estensione del vincolo monumentale. «Eppure la soprintendenza non ci sente», afferma Mario Spezia, presidente dell'associazione Il Carpino, «al punto che l'amministrazione Tosi ha autorizzato in questi giorni la lottizzazione del Borgo degli Ulivi e nonostante le nostre segnalazioni non è intervenuta nel termine di 60 giorni». Uno scandaloso silenzio dicono senza mezzi termini i residenti di Quinzano. La paura ora è che la frazione nota per il suo particolare microclima, conosciuta dagli storici per i gioielli monumentalo di cui è ricca e per i suoi ulivi, venga stretta in una morsa mortale: da un lato la speculazione edilizia sulla collina, dall'altro il traforo. «Ci vogliono soffocare, annientare», dicono i cittadini firmatari di quella che sarà una nuova petizione rivolta alla giunta Tosi. «E' indispensabile intervenire al più presto dando il via al procedimento di estensione di vincolo per quello che è uno scempio ambientale annunciato», afferma Spezia