Un sistema di sicurezza a maglie larghe, a voler essere generosi. Le telecamere dell'impianto di videosorveglianza della cappella degli Scrovegni, messe in opera da circa due anni, sono in realtà state messe in funzione, al cento per cento delle loro capacità operative, solo giovedì scorso. C'è voluto un allarme terrorismo lanciato attraverso una circolare riservata del Settore Museale del comune di Padova, ripreso poi dal Gazzettino, per far emergere il problema, subito confermato da un dipendente comunale, che ha richiesto l'anonimato: «Con "non in funzione" non significa che non fossero ben installate e non si accendessero. Volendo si accendevano. È che non c'era nessuno preposto a controllarle 24 ore su 24. Chi lavora nella "bussola tecnologica" (l'ingresso per i visitatori, n.d.r.) non ha certamente il tempo e il modo di osservare veramente con assiduita i monitor. In realtà, quindi, non erano in funzione. E speriamo che ora lo siano veramente per il futuro. Anche se ne dubito». Le forze dell'ordine, d'altronde, ne erano a conoscenza. Ovviamente te lo raccontano gli uomini operativi, quelli sulla strada, non certo i responsabili. C'è quindi da rallegrarsi che eventuali aspiranti terroristi non ne siano venuti a conoscenza. E c'è anche da valutare con positività che il personale in servizio agli Scrovegni e agli Eremitani sia ligio al dovere e ben attento. È stato infatti grazie a loro che è partita la segnalazione che ha fatto scattare un'emergenza per uno dei luoghi simbolo dell'arte italiana e della cultura occidentale, "contenitore" dell'incommensurabile ciclo di affreschi dipinto da Giotto. Il personale era stato allertato qualche settimana fa da una comunicazione con la quale la Prefettura aveva segnalato di avere individuato la Cappella degli Scrovegni ed il Museo Civico degli Eremitani, quali sedi a rischio di attentati. Il pericolo quindi, esisteva già. Nei giorni scorsi l'allarme è scattato nuovamente quando al direttore Davide Banzato è arrivata un'ulteriore segnalazione, questa volta da parte dei cassieri del complesso. È una relazione circostanziata nella quale i dipendenti comunicano di avere notato alcuni extracomunitari acquistare il biglietto due volte. Particolare quantomeno strano che non manca di destare fondati sospetti. Gli stranieri secondo la descrizione fornita dal personale indossavano giubbotti rigonfi e si sarebbero attardati a lungo nei bagni ed in alcuni locali del Museo. Erano uomini dalla carnagione olivastra, probabilmente arabi. La segnalazione viene presa sul serio ed il direttore Banzato avverte immediatamente la Polizia Municipale che invia sul posto una pattuglia. Non viene scartata l'ipotesi che alcuni individui, più che attratti dai bellissimi affreschi di Giotto, siano entrati nel complesso per studiarne la planimetria e magari preparare un attentato in piena regola. Da parte delle forze dell'ordine si ammette l'esistenza delle segnalazioni, anche se si cerca di gettare acqua sul fuoco: «Possiamo dire che sugli Scrovegni non abbiamo in questo momento ritenuto di lanciare un allarme specifico in seguito a quelle segnalazioni affermano ufficialmente in questura tutto quello che viene posto alla nostra attenzione dal personale di sorveglianza viene comunque sempre valutato con il massimo scrupolo, e così abbiamo fatto anche questa volta, non tralasciando nulla. D'altronde è dall'I 1 settembre 2001 che teniamo gli Scrovegni, Sant'Antonio, la sinagoga, il cimitero ebraico ed altri punti della città sotto costante osservazione». «Noi abbiamo rinforzato la sorveglianza già da tre, quattro mesi dice Lucio Terrin, comandante della polizia municipale. La Cappella è oggetto di particolare vigilanza serale e notturna». Ad aumentare i rischi è anche un supervertice che si terrà a Padova il 27 ed il 28 novembre. In quei giorni infatti sono attesi in città i ministri dei diciassette Paesi dell'Unione Europea e dei dieci che si apprestano ad aderirvi. In un primo momento l'importante appuntamento era stato programmato a Roma, ma il ministro Pietro Lunardi aveva successivamente optato per Padova.
Scrovegni a rischio, preallarme in attesa del supervertice
Il sistema di sicurezza della cappella degli Scrovegni a Padova è stato messo in funzione solo il giovedì scorso, dopo un allarme terrorismo lanciato attraverso una circolare riservata del Settore Museale del comune. Il dipendente comunale ha rivelato che le telecamere di sorveglianza non erano state utilizzate a piena capacità perché non c'era nessuno a controllarle 24 ore su 24. Tuttavia, grazie alla segnalazione del personale, la Polizia Municipale ha inviato una pattuglia sul posto e ha valutato le segnalazioni con il massimo scrupolo.
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