Sono tre mesi che il direttore del museo dei Grandi Fiumi Raffaele Peretto ha lasciato l'incarico per sopraggiunta età pensionabile. Dal 1. settembre la struttura sta operando senza una guida di tipo tecnico-scientifico, ma supportata solo dai tre dipendenti amministrativi, un collaboratore culturale, un restauratore e tre addetti alla sorveglianza. «Per il momento Peretto è stato sostituito da Sandra Toso - spiega il sindaco Fausto Merchiori che ha la delega alla Cultura - che però è prossima alla pensione. Poi i servizi museali saranno affidati alla nuova Fondazione con le modalità che stabiliremo insieme alla Regione». La Toso dunque sta seguendo tutti gli aspetti organizzativi e anche con notevole successo viste le presenze agli stands delle ultime partecipazioni alle fiere. Ma probabilmente non basta. L'assenza di un uomo di esperienza e di cultura come Peretto si sta facendo sentire, soprattutto perché sarebbero molte ancora le cose da realizzare. Almeno nelle ambizioni di Peretto c'era da terminare l'allestimento della mostra, in collaborazione con la Sovrintendenza, sulla necropoli di Narde e Frattesina, o la progettazione dell'Alto Medioevo. Perché no, magari provare pure con una sezione dedicata al Rinascimento. Ma un direttore per il Comune potrebbe essere troppo oneroso. Le economie dell'amministrazione non consentirebbero la spesa di un dirigente ulteriore. Quindi per il momento non si provvederà né ad un concorso, né ad un incarico esterno. «Ci sono delle urgenze diverse - avverte il sindaco - e dobbiamo fare i conti con le risorse disponibili. Il costo di un direttore è molto rilevante, per cui opteremo per attingere dal personale del Comune con adeguate caratteristiche culturali. Purtroppo ci sono delle priorità in altri settori e se il bisogno si riscontra ad esempio all'urbanistica o all'anagrafe dobbiamo dare precedenza ad essi». Insomma, la cultura ancora una volta viene sacrificata, ma del resto in questi anni il museo è cresciuto, si è ampliato, ha moltiplicato le sue offerte archeologiche, espositive e didattiche. Ma se il problema è risparmiare, allora non si capisce perché l'amministrazione abbia intenzione di vendere sì l'edificio dove oggi ci sono gli uffici dell'assessorato in piazza Garibaldi ma preferisca andare in affitto a palazzo Nagliati dall'Accademia, quando, proprio al museo di viale Oroboni, avrebbe a disposizione molti spazi e locali, peraltro gratuiti, che non vengono utilizzati e restano tuttora vuoti. Federica Broglio
Rovigo MUSEO DEI GRANDI FIUMI Da tre mesi senza direttore, si attende la Fondazione
Il direttore del museo dei Grandi Fiumi Raffaele Peretto ha lasciato l'incarico per età pensionabile. Dal 1. settembre il museo opera senza un direttore tecnico-scientifico, supportato solo da pochi dipendenti. Il sindaco Fausto Merchiori ha annunciato che i servizi museali saranno affidati alla nuova Fondazione, ma non ha previsto un concorso per il nuovo direttore. Il museo ha già moltiplicato le sue offerte archeologiche, espositive e didattiche, ma la cultura viene sacrificata per risparmiare. Il museo ha spazi e locali gratuiti, ma non vengono utilizzati.
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