La provocazione dell'ingegner Guiotto, durante un incontro sul recupero dei beni culturali ecclesiastici, apre un serrato dibattito sui metodi ed i contenuti di questi interventi «Da qualche tempo si sta demolendo la carena di base della copertura della Basilica Palladiana, che originariamente era realizzata in legno. Sono stati asportati gli archi di cemento disposti nel dopoguerra e saranno sostituiti con archi in legno lamellare. Mi chiedo se la nostra Basilica, a lavori ultimati, potrà ancora essere considerata un edificio storico o soltanto culturale». La provocazione viene dall'ingegnere vicentino Francesco Guiotto ed è emersa nella sala Pavesi della Banca Popolare di Vicenza, dove si è svolto l'incontro "Il restauro dei beni culturali ecclesiastici" promosso nell'ambito del progetto "Costruire cultura" da Tassullo spa e dalla Fondazione dell'Ordine degli Architetti di Vicenza, con la collaborazione della Diocesi di Vicenza. A Francesco Guiotto ha risposto prontamente la collega Francesca Da Porto, ricercatrice in Tecnica delle costruzioni all'Università di Padova: «La scelta sulla Basilica Palladiana è una scelta politica più che tecnica. Certamente va detto che le modifiche ai monumenti dovrebbero essere realizzate nel rispetto dei materiali originari, così da non stravolgere l'essenza della struttura. Non bisogna scegliere la soluzione progettuale più semplice, ma trovarne una che consenta di conservare la leggibilità della storia dell'edificio». Della fase della conoscenza e della diagnostica applicata per un corretto approccio agli interventi di restauro ha parlato il docente di Restauro del Politecnico di Torino, Cesare Renzo Romeo: «La fase indispensabile per procedere ad un corretto e coerente progetto di restauro e conservazione è quella della conoscenza. Conoscenza completa del bene vuol dire avere soprattutto la piena consapevolezza della struttura, degli elementi costituenti, delle apparecchiature murarie e non ultimo quella delle fasi costruttive e di quelle di cantiere». Importante l'intervento del responsabile dell'Ufficio beni culturali della Diocesi di Vicenza, monsignor Virginio Sanson: «La progettazione è importante e deve essere eseguita con rigore, perché da essa dipendono i finanziamenti delle opere. Quando le parrocchie pensano al restauro della chiesa puntano in particolare sugli impianti di illuminazione, riscaldamento e ventilazione. Le sole offerte, però, non bastano, per questo occorre presentare progetti specifici alla Cei ed alla Regione, che finanziano con criteri molto rigorosi». Quanto all'avanzamento dei lavori dell'altare della Cattedrale, monsignor Virginio Sanson ha dimostrato tutta la propria delusione per i lunghi tempi della burocrazia: «Il referente della Sovrintendenza è cambiato per tre volte. Stiamo attendendo il parere sulle tre ipotesi formulate dalla Diocesi, dopodiché si passerà alla realizzazione, in relazione a quanto sarà indicato dalla Sovrintendenza».M.C.
VICENZA - Alla fine del restauro, la Basilica potrà essere ancora considerata un edificio storico?
L'ingegnere Francesco Guiotto ha provocato un dibattito sui metodi ed i contenuti di interventi di restauro dei beni culturali ecclesiastici. Durante un incontro, ha espresso la sua opinione sulla demolizione della carena di base della copertura della Basilica Palladiana, che originariamente era realizzata in legno. La collega Francesca Da Porto ha risposto che la scelta è politica più che tecnica e che le modifiche dovrebbero essere realizzate nel rispetto dei materiali originari. Il docente Cesare Renzo Romeo ha sottolineato l'importanza della conoscenza completa del bene per un corretto approccio al restauro.
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