E' stato lo stesso Antonio Paolucci a chiarire ieri lo spirito con cui affronterà il nuovo incarico di direttore dei Musei Vaticani: «Sarà una splendida sfida». Una sfida che comincerà da subito («sarò lì martedì») e che sembra in qualche modo controcorrente. In un'epoca in cui i musei inseguono i grandi numeri (a cominciare dai visitatori), papa Benedetto XVI e il segretario di Stato Tarcisio Bertone hanno voluto chiamare alla guida dei Vaticani una personalità come Paolucci (attualmente uno dei quattro esperti che affiancano Salvatore Settis nel Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici) con un'intenzione diversa: «Rilanciare a livello internazionale i Vaticani puntando prima di tutto sulla salvaguardia, sulla conservazione e sulla valorizzazione delle collezioni». Certo i Vaticani, con gli oltre quattro milioni di visitatori del 2006, possono anche permettersi una scelta di qualità, una scelta controcorrente. E Paolucci, che sostituisce l'archeologo Francesco Buranelli (il cui mandato era scaduto a maggio), sembra avere tutte le carte in regola per rilanciare quello che Giovanni Paolo H aveva a suo tempo definito «una delle più significative della Santa Sede aperte sul mondo». Nato a Rimini nel 1939, laureato in Storia dell'arte con Roberto Longhi, Paolucci è stato Soprintendente a Venezia, Verona, Mantova, a Firenze (dove è stato anche Soprintendente speciale per il Polo museale fiorentino) e Direttore per i beni culturali paesaggistici della Toscana fino alla pensione (nel 2006). Dal gennaio 1995 al maggio 1996 Paolucci era stato poi ministro per i Beni culturali con il governo Dini. Dunque per i Vaticani papa Ratzinger ha voluto un tecnico (di area cattolica): a molti la sua scelta ricorda quella che, a suo tempo, fece Paolo VI con l'allora curatore dei Musei Capitolini di Roma Carlo Pietrangeli.
Ai Vaticani arriva Paolucci
Antonio Paolucci è stato nominato direttore dei Musei Vaticani. La sua nomina è stata voluta da papa Benedetto XVI e il segretario di Stato Tarcisio Bertone. La scelta di Paolucci è controcorrente, poiché i musei vaticani sono spesso concentrati sui grandi numeri di visitatori. Tuttavia, Paolucci ha un'esperienza di lunga data nel settore dei beni culturali e ha lavorato in diverse città italiane, tra cui Firenze e Venezia. Ha anche ricoperto il ruolo di ministro per i Beni culturali nel governo Dini. La sua nomina è stata vista come una scelta per rilanciare i musei vaticani e valorizzare le collezioni.
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