Visita a sorpresa alla Fondazione di Santa Cristina Una visita con incontro fuori programma quella del ministro per i Beni Artistici e Culturali, Francesco Rutelli ieri pomeriggio in città per inaugurare la mostra su Giosuè Carducci all'Archiginnasio. Infatti accettando l'invito del rettore dell'Alma Mater, Pier Ugo Calzolari, dopo l'inaugurazione Rutelli si è recato alla Fondazione Zeri, per un breve visita nell'ex convento di Santa Cristina. E, a sorpresa, lì è stato raggiunto dal presidente del Consiglio Romano Prodi, accompagnato dalla moglie Flavia. Di rientro dalla Francia, Prodi ha raggiunto la Fondazione incontrando sulle scale Rutelli. Il quale ha detto: «Che bella sorpresa». Insieme, premier e vicepremier. hanno visitato il patrimonio Zeri e il dipartimento di arti visive del Dams che si trova sempre in questo ex convento. Durante la visita i responsabili del dipartimento hanno confidato al "professor Prodi" di contare molto su di lui. E il premier ha risposto: «Confidate molto su di me ma ovviamente non sui soldi», alludendo alle ristrettezze di bilancio. Una sola battuta politica di Rutelli, pressato dai giornalisti al termine della visita, a proposito di Silvio Berlusconi: «Se fa il signor no, sbaglia». Così si è concluso il pomeriggio bolognese del ministro, cominciato poco dopo le 17 all'Archiginnasio, dove era atteso, tra gli altri, dal sindaco Sergio Cofferati, dal rettore e dalla presidente della Provincia Beatrice Draghetti. Elegante, in un classico loden, Rutelli ha inaugurato la mostra " Carducci e i miti della bellezza", che svela l'aspetto più intimo e umano del poeta. Il ministro ha molto ammirato, non solo la mostra ma anche gli ambienti dell'Archiginnasio, soffermandosi nel teatro accademico dove si svolgevano le lezioni di anatomia. Riferendosi al tavolo centrale, ha scherzato con Cofferati sull'ipotesi di farci lì delle riunioni di giunta. Poi le celebrazioni ufficiali. «Carducci è stato importante per la costruzione del volto moderno della città ha detto Era giusto dare un contributo e noi lo abbiamo fatto con convinzione». «Qualunque studente del ventesimo secolo ha aggiunto deve a Carducci tanta parte della conoscenza dell'Italia, delle sue tradizioni, della sua storia, del suo territorio. E' giusto riconoscerlo, nel centenario del Nobel e della morte, a uno dei padri dell'Italia moderna». Cofferati ha sostenuto che questa mostra è «la positiva conclusione di una lunga serie di manifestazioni che la città ha dedicato al poeta. «Carducci per Bologna ha aggiunto stato non solo rettore, ma anche consigliere comunale, uomo di lettere e di politica che ha lasciato tracce vive ancora oggi»