Il Quirinale interviene sulla protesta degli scienziati, «Ingressi annuali nella pubblica amministrazione». L'Ue: investimenti bassi ROMALa bozza del suo discorso non lo prevedeva, ma era logico aspettarsi che il presidente Carlo Azeglio Ciampi sarebbe intervenuto «a braccio» sulla questione dei 1.700 cervelli italiani senza posto. Una storia che ha calamitato su di noi l'attenzione di Bruxelles dove si dicono «preoccupati» per l'Italia. Si celebrava, al Quirinale, la sesta Giornata per l'Airc, l'associazione per la ricerca sul cancro. Occasione quanto mai in tema. E infatti a un certo punto il Capo dello Stato si è calato nella stretta attualità: «Pur con l'obbligo di rispettare i limiti di bilancio, si deve trovare il modo di risolvere il problema di chi ha superato concorsi e ancora attende di cominciare un lavoro». CONCORSI ANNUALI Poi Ciampi ha sfiorato con le parole un altro nodo cruciale: «Bisognerebbe far entrare nella pubblica amministrazione nuove leve con cadenza annuale, un'esigenza che si avverte in ogni settore. Sarebbe bene che il flusso fosse regolare. In questo modo i neolaureati riceveranno un'indicazione positiva». Il concetto è questo. Meglio un reclutamento ben cadenzato piuttosto che grandi infornate a rischio di disoccupazione. Il presidente ricorda poi il ruolo dell'università: «Non esiste solo per insegnare, ma per creare nuove conoscenze». MONITO UE La protesta degli universitari a spasso, che minacciano di andare all'estero, ha colpito anche Bruxelles che guarda con preoccupazione quello che accade in casa nostra. «L'Italia si è data come priorità l'aumento degli investimenti per la ricerca, ma i finanziamenti per scienza e tecnologia continuano a mantenersi sotto l'1 del PiL, critica Fabio Fabbi, portavoce del commissario europeo alla Ricerca, Philippe Basquin. Fabbi conferma che oggi i quindici anche per rispondere alla lettera del ministro Letizia Moratti, potrebbero adottare una risoluzione sulla mobilità e il miglioramento delle carriere accademiche: «Tuttavia è compito dei singoli Stati rimboccarsi le maniche per fare in modo che chi vince un concorso trovi sbocchi professionali e condizioni di lavoro perlomeno dignitosi». Le stime dicono che se l'Ue vuole crescere deve essere trainata entro il 2010 da 700 mila nuovi cervelli. Quindi non possiamo permetterci il lusso che ci lascino per gli Usa. Prima di Ciampi, anche il ministro della Salute Girolamo Sirchia si era soffermato sul rischio di fuga dei nostri giovani, ricordando i finanziamenti del suo dicastero per 5.500 borse di studio a medici specializzandi, i 200 milioni di euro per la ricerca in sanità e le Iniziative finalizzate a uno scambio di uomini ed esperienze con gli Usa nella farmacogenomica. RISPOSTA L'appello di Ciampi è stato accolto con favore dai 1,700 disoccupati in stato di agitazione: «Assumerci deve essere una priorità assoluta. Speriamo che a queste dichiarazioni corrisponda un'effettiva risposta da parte del governo». Il coordinamento dei vincitori di concorso ha chiesto a Ciampi un incontro.