ULTIMI MATTONI La stanza con il muro scrostato diventa una pinacoteca. La carriola della sala della Rocchetta lascerà spazio alle sculture. Prende forma sul computer l'allestimento interno del castello: ieri i progettisti l'hanno presentato alla Sovrintendenza a Torino. Con un annunco: la torre potrebbe essere «svelata» ai novaresi per Capodanno. Ieri gli architetti Paolo Zermani, Roberto Frassoni e Giovanni Tortelli hanno incontrato i responsabili della Soprintendenza ai beni artistici di Torino per presentare il progetto di allestimento dei locali che diventeranno museo. Ora si attende il parere. «E' un passaggio importante - dice il sindaco Massimo Giordano - che consente anche a noi di "vedere" il castello attraverso una nuova ottica: non più una questione di "muri" da recuperare ma di spazi da allestire. Un percorso si sta chiudendo e al termine consegnerà alla città un patrimonio immenso, sia come recupero di un bene architettonico prezioso sia come sua possibilità di utilizzo. Si avvera quello che all'inizio poteva apparire soltanto un sogno». Intanto prosegue la costruzione della torre. La struttura in acciaio che ne rappresenta l'anima è stata posata domenica 29 luglio, poi è partito l'allestimento vero e proprio, mattone su mattone. «Siamo a buon punto, anzi buonissimo - ha commentato ieri da Torino, l'architetto Paolo Zermani -: per Natale raggiungeremo la sommità, a Capodanno si potrebbe già scoprire. Ma i tempi della presentazione alla città saranno una scelta dell'amministrazione: in teoria con l'anno nuovo Novara potrebbe già riavere la sua torre civica. L'importante adesso è che il meteo ci dia una mano». La torre alta 24 metri avrà un androne e una scala per raggiungere la terrazza panoramica. «Sarà un punto intermedio nella visita delle collezioni. Chi segue il percorso, qui si potrà fermare, ammirare Novara e scattare foto e poi riprendere la visita» aveva illustrato Zermani. Era stato il punto più contestato del progetto al punto da scatenare un «botta e risposta» tra accademici. «E' uno scempio» avevano scritto nel loro «manifesto» docenti della Cattolica di Milano, delle Università di Pavia, Firenze, Torino, Avogadro, Politecnico di Milano e accademici dei Lincei. Immediata la replica di 37 architetti di fama che avevano ribadito il loro pieno sostegno al progetto di restauro di Paolo Zermani. Il complesso sarà trasformato in una «cittadella dell'arte». I lavori al castello prevedono, infatti, la realizzazione del museo archeologico nel seminterrato tra gli scavi mentre la collezione civica del Comune sarà collocata al piano terra e al primo. Nella nuova ala Ovest saranno ricavati gli spazi per eventi di arte contemporanea. Quindi il castello avrà un ristorante e negozi che saranno situati nella parte a Nord. Il costo complessivo del restauro ammonterà a 14 milioni e 470 mila euro.