«Il mercato deve restare in centro» Ma qualcuno vedrebbe di buon occhio il trasloco: «Meglio fuori: lavoriamo solo per i negozi e senza parcheggi» -------------------------------------------------------------------------------- Trasferire i mercati dai centri storici di pregio delle città italiane. La direttiva del ministro per i Beni culturali Francesco Rutelli, riattizza un annoso dibattito in questa città d'arte, rimasta fra le poche in Italia a convivere con ben due mercati settimanali in pieno centro storico. E c'è chi vede come possibile nuova soluzione la futura piazza all'ex Breda est. Gli ambulanti bocciano senza riserve il trasferimento, ma qualcuno piuttosto che continuare a lottare con la carenza di parcheggi, pensa che il trasloco sarebbe la soluzione migliore. «In un momento di crisi come questo togliere il mercato dal centro di Pistoia equivarebbe a farci chiudere tutti, noi e i negozi - dice Dino Bonacchi, ambulante in piazza del Duomo - Basta vedere com'è Pistoia nei giorni in cui non c'è il mercato: a passeggio si vedono solo gli impiegati, quelli che si spostano per andare a lavorare ngli uffici del centro. Spostarci all'ex Breda? Allora è meglio allo stadio: è una zona messa bene come parcheggi ed è una soluzione già collaudata con successo quando ci sono i mercati straordinari». Dietro il suo banco di tele e stoffe a metri, Franco Martini è sulla stessa lunghezza d'onda: «Ci mancherebbe solo questo: già siamo penalizzati per tanti altri motivi, con la concorrenza fortissima dei centri commerciali. Sarebbe la fine del mercato e un colpo per Pistoia, che si squalificherebbe come è già avvenuto in altri posto come Empoli, Montecatini, Pontedera e Prato, dove vendono solo i cinesi. All'ex Breda? Da pistoiese dico che l'unica alternativa valida sarebbe piazza d'Armi, togliendo tutte le auto». Roberto Marradi è anche responsabile dell'Anva Confesercenti di Prato: «Ci siamo battuti a suo tempo contro il decreto Ronchei, ci batteremo anche contro questa proposta di Rutelli se dovesse andare avanti. Molti operatori continuano a fare questo mestiere perché possono lavorare nei centri storici e il mercato è un patrimonio che fa parte dei centri storici. Quanto alla sede, io credo che nessun posto a Pistoia andrebbe bene come il centro. Ci sono 250 banchi che hanno bisogno ciascuno di 7 metri quadrati. Totale: 2 chilometri quadrati. Dove esistono questi spazi?» In piazzetta dello Spirito Santo, mercato delle scarpe, troviamo opinioni diversificate. Moreno Gori si dice contrario: «Il mercato deve restare in centro, la gente sa già dove trovare quello che cerca. E in tutti i posti dove l'hanno tolto è andata male». Secondo Annunziata Masi, che unisce questo tema a quello della liberalizzazione dei generi, ci sono pro e contro: «Sicuramente riunire il mercato, accorpare tutte le bancarelle e tutti i prodotti comporta dei vantaggi. Può essere sfavorevole inizialmente, ma poi i clienti si abituano e ci troverebbero. A Pontedera, per esempio, siamo in un parcheggio grandissimo». A preoccupare Graziano Carlesi non tanto l'eventuale "cacciata" dal centro, ma la rigidità del Comune sulla vendita libera dei prodotti: «Qui nella zona scarpe siamo penalizzati, perché in piazza del Duomo le bancarelle vendono di tutto». La proposta Rutelli trova un sostenitore convinto in Pietro Iannella: «La gente vuole la comodità e qui non la trova. I clienti scappano perché devono pagare il parcheggio e si lamentano perché spesso trovano la multa sull'auto. A noi il Comune fa pagare, oltre la concessione, anche 53 euro di permesso per entrare nella ztl. Le pare giusto? Restiamo in centro solo per fare un favore ai negozianti. A questo punto è meglio traslocare altrove, dove ci sono parcheggi comodi vicino».