Castellammare. Verrà siglato questa mattina il protocollo d'intesa per la cooperazione internazionale al progetto comune di ricerca nel bacino del Mediterraneo. L'accordo, patrocinato dall'Unesco, sarà siglato da oltre quaranta scienziati e studiosi provenienti da Italia, Grecia, Egitto, Libia, Algeria, Slovenia, Malta Gibilterra, Stati Uniti, Regno Unito, Bulgaria, Romania, Australia, nell'ambito del workshop internazionale sulla cooperazione mediterranea per la ricerca, protezione e gestione del patrimonio culturale subacqueo; l'iniziativa è della fondazione italo-americana Restoring ancient Stabiae al Campus internazionale vesuviano per l'archeologia e le scienze umane, presso l'ex seminario Salesiani a Scanzano. Un protocollo per la definizione di un progetto di ricerca avviato alla concretizzazione ieri mattina, con l'apertura dei lavori del workshop ad opera di Pietro Guzzo, presidente della Fondazione Ras e direttore della soprintendenza archeologica di Pompei, in collegamento telefonico dagli studi di Raiutile. «Si apre a Castellammare il primo grande evento mai realizzato nel settore dell'archeologia spiega una sessione di lavori che vede seduti attorno allo stesso tavolo nomi illustri dell'archeologia e della ricerca mondiale». Da ex seminario a centro internazionale di cooperazione scientifica, la struttura polivalente di Scanzano è in piena fase di rilancio grazie agli interventi elaborati dalla fondazione italo americana guidata dal manager Ferdinando Spagnuolo. «Al termine del workshop sottolinea di questo progetto unico nel suo genere, Castellammare assumerà una rilevanza mondiale nel campo dell'archeologia e della ricerca». Quindi, nell'ambito dell'intervento, Spagnuolo ha sottolineato la valenza degli scavi di Pompei, le ville di Stabiae e della fondazione nel progetto di rilancio del territorio. «Lo scopo perseguito da Ras attraverso tali archeoeventi conclude è finalizzato esclusivamente alla tutela del patrimonio archeologico e alla promozione internazionale delle risorse locali e mediterranee». La kermesse, quindi, ha visto alternarsi al tavolo di lavori autorevoli esponenti dell'archeologia subacquea provenienti da tutto il mondo. Dopo i saluti del coordinatore generale della fondazione, Thomas Howe, sono intervenuti anche il soprintendente del mare della Sicilia Sebastiano Tusa, in veste anche di membro del Comitato scientifico assieme a Vincenzo Morra dell'università di Napoli Federico II, e Ibrahim Darwich direttore dei musei e dei siti archeologici di Alessandria d'Egitto. Intanto, presso il campus proseguono, fino al 10 dicembre, anche la mostra itinerante «Le Vie del Mare» e le proiezioni di documentari a opera di Pippo Castellano, affermato documentarista internazionale, collaboratore del National Geographic.
CAMPANIA Archeologia, il patto di Stabia
A Castellammare, verrà siglato un protocollo d'intesa per la cooperazione internazionale al progetto comune di ricerca nel bacino del Mediterraneo. L'accordo, patrocinato dall'Unesco, sarà firmato da oltre quaranta scienziati e studiosi provenienti da diverse nazioni. Il progetto, iniziato ieri, mira alla definizione di un progetto di ricerca per la protezione e la gestione del patrimonio culturale subacqueo nel Mediterraneo. Il workshop internazionale sulla cooperazione mediterranea per la ricerca, protezione e gestione del patrimonio culturale subacqueo sarà aperto da Pietro Guzzo, presidente della Fondazione Ras e direttore della soprintendenza archeologica di Pompei.
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