Sono da poco iniziati i lavori e palazzo Sforza Cesarini, a Genzano, ha già riservato alcune sorprese. Per completare il restyling, l'impresa, la Lgr, ha 548 giorni di tempo, per una spesa di un milione e 300 mila euro, finanziati dalla Provincia. Il progetto è degli architetti Sandro Benedetti e Virgilio Melaranci. Avviato il cantiere, sono venuti alla luce una grande cisterna, nella piazzetta restrostante il palazzo, risalente alla fine del 1700 e, nei pressi della scala nobile, una cavità sotterranea artificiale post medievale usata inizialmente come ripostiglio di viveri e poi, tre secoli dopo, come raccoglitore di rifiuti. Realizzato nel 1600, l'edificio ha subito nel tempo numerosi rifacimenti e integrazioni. L'ultimo all'inizio del 1990: un restauro generale all'indomani della lunga permanenza nel palazzo Ducale di numerose famiglie, rimaste senza casa a causa delle distruzioni della guerra 1940-45. Oltre ad una ripulitura generale degli ambienti interni, l'attenzione fu rivolta al rifacimento dei tetti e al consolidamento dei solai. Quello in corso, che si protrarrà fino alla primavera del 2009, riguarderà in particolare l'ingresso con il portale monumentale, l'androne interno comunicante con il borgo antico; il primo piano e tutti gli impianti idraulici, termici, elettrici e di riscaldamento. «Per quanto riguarda la futura utilizzazione del palazzo - afferma il vicesindaco Flavio Gabbarini - puntiamo su tre obiettivi: un centro di alta formazione per archeologia e architettura; un polo di ricerca per l'alimentazione, per valorizzare anche i nostri prodotti tipici; un centro per valorizzare il parco e il bacino del lago di Nemi. Saranno promossi, l'anno prossimo incontri e conferenze per discutere ed approfondire queste finalità».
palazzo Sforza Cesarini, a Genzano ha già riservato alcune sorprese.
Il palazzo Sforza Cesarini a Genzano è in corso di restauro. L'impresa Lgr ha 548 giorni per completare il progetto, con una spesa di 1,3 milioni di euro. Il palazzo, costruito nel 1600, ha subito numerose integrazioni e rifacimenti nel corso dei secoli. Il restauro attuale si concentra sull'ingresso, l'androne interno e gli impianti idraulici. La Provincia ha finanziato il progetto. Il palazzo sarà utilizzato come centro di alta formazione per archeologia e architettura, polo di ricerca per l'alimentazione e centro per valorizzare il parco e il lago di Nemi. Saranno organizzati incontri e conferenze per discutere e approfondire queste finalità.
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