Subito partite le indagini della polizia sullatto di teppismo compiuto probabilmente con una accetta Raid nella notte: qualcuno ha tranciato di netto la coda della statua La coda spaccata di netto e abbandonata sullerba, a testimonianza dellennesimo atto vandalico in piazza dei Martiri, nel salotto della città, ancora una volta violato: la vittima è uno dei leoni di marmo che stanno alla base del monumento. Un vero e proprio raid teppistico compiuto nella notte tra giovedì e venerdì. La amara scoperta ieri mattina, ad opera di un giardiniere del Comune: sul prato che circonda la colonna, luomo si imbatte con sua grande sorpresa e sconcerto su due pezzi di marmo abbandonati, uno più grande, della lunghezza di circa cinquanta centimetri, laltro più piccolo. Non ci vuole molto a scoprirne la provenienza: al leone trafitto dalla spada, dedicato ai caduti carbonari del 1820, manca proprio lultimo pezzo della coda. Il giardiniere avverte immediatamente la polizia, arrivano anche i vigili urbani che presidiano la zona: dopo i rilievi del caso, i pezzi danneggiati vengono affidati ai tecnici del Comune, che dovranno provvedere alla riparazione che si preannuncia non facile, perché in passato quella statua aveva già subito danni simili. Lipotesi più probabile è quella dellincomprensibile gesto di uno o più vandali: la coda di marmo ha uno spessore di almeno dieci centimetri, difficile pensare a un qualsiasi tipo di incidente o alle conseguenze dellingenua bravata di qualcuno che ha provato a salire sulla statua. La rottura, insomma, sembra proprio voluta. Un taglio netto, uno sfregio. Una vicenda destinata inevitabilmente a innescare da una parte polemiche e dallaltra iniziative giudiziarie. Queste ultime possono dirsi già automaticamente partite con i rilievi effettuati dagli agenti della polizia e da quelli dei vigili urbani. La zona dove è avvenuto il misterioso raid è di competenza del commissariato San Ferdinando guidato dal vice questore Pasquale Errico. I suoi investigatori sono già al lavoro per cercare ogni traccia possibile o una eventuale testimonianza che li possa condurre allautore o agli autori del gesto probabilmente compiuto con una accetta o qualcosa di molto simile a questa. I riflessi di questa indagini saranno poi come è prassi vagliati dallautorità giudiziaria che, davanti a elementi precisi, potrà muoversi in una precisa direzione. Il secondo aspetto, le polemiche, sono legate al ruolo e al momento del raid vandalico. In pieno centro, alla vigilia del periodo natalizio, proprio mentre infuria il dibattito su come blindare i fine settimana del salotto buono della città per sottrarlo alla movida selvaggia, alla aggressioni e alle violenze che hanno già segnato le scorse settimane. Lattacco al monumento principale di piazza dei Martiri mette a nudo la mancanza di un presidio notturno: chi ha agito armato di unascia o di qualcosa di molto simile ha potuto farlo praticamente indisturbato, certo dellimpunità. Uno smacco ai veri progetti sicurezza di cui si dibatte costantemente e un allarme per ciò che potrebbe ancora succedere nelle prossime settimane. Lo sfregio è avvenuto infatti anche dopo una evidente mobilitazione delle forze dellordine che nelle ultime settimane hanno preso a presidiare con continuità la zona liberandola anche dai parcheggiatori abusivi e dalle auto posteggiate in sosta vietata. Ma evidentemente non basta, occorre un presidio maggiore anche in piena notte. Prorio sul tema della movida selvaggia, del caos e dei raid in pieno centro è possibile intervenire in un partecipato forum aperto dal sito napoletano di "Repubblica". Basta andare allindirizzo web www.napoli.repubblica.it , registrarsi (è tutto assolutamente gratuito) e dire la propria rilasciando commenti o proponendo soluzioni alla questione aperta. Il leone trafitto dalla spada, realizzato dallo scultore Stanislao Lista, è uno dei quattro simboli eretti a memoria dei martiri della città, posti alla base della colonna voluta da Ferdinando II e dedicata alla Vergine della Pace: il leone morente (di Antonio Busciolano) ricorda i caduti repubblicani del 1799, i due dallaspetto feroce (di Pasquale Ricca e Tommaso Solari) i martiri liberali e garibaldini del 1848 e del 1860.