a Monza spariranno il giardino e il convento citati nel capitolo 20 dei Promessi Sposi: è lì che Lucia, mandata dalla Monaca a chiamare un guardiano dei Cappuccini, viene rapita. È una delle conseguenze del Piano di governo del territorio approvato dal consiglio comunale. Il centrodestra ha dato il via libera alledificazione di due palazzi, di quattro piani ciascuno, nello storico giardino. Critico il Pd: «Non cè interesse pubblico nel trasformare aree dutilità pubblica o interesse storico, in zone edificabili». Ribatte la giunta: «Intervento necessario». Monza toglie il vincolo storico al luogo dove la monaca tese la trappola a Lucia A Monza spariranno il giardino e il convento citati nel capitolo 20 dei "Promessi Sposi" e tutelati da un vincolo storico. È una delle conseguenze dellapprovazione del Piano di governo del territorio (Pgt), avvenuta nella notte tra giovedì e venerdì, in una seduta fiume del consiglio comunale. La giunta di centrodestra ha accolto losservazione che dà il via libera alledificazione di due palazzi, di quattro piani ciascuno, nello storico giardino del convento dei Cappuccini citato da Alessandro Manzoni. Varato dalla precedente amministrazione di centrosinistra, il Pgt è stato votato allunanimità, nonostante la maggioranza abbia sottolineato di aver espresso un parere favorevole «solo turandosi il naso». Il patto di non belligeranza stretto con lopposizione prima di andare al voto è durato solo qualche ora. La spaccatura è arrivata sulla decisione di permettere ledificazione di 10.000 metri cubi di appartamenti nei giardini di villa Cappuccini, tra via Marsala e via Mauri. Il convento è citato nel XX capitolo dei "Promessi Sposi", dove la monaca di Monza dice a Lucia: «Ho bisogno di parlar subito subito con quel padre guardiano de Cappuccini che vha condotta qui da me», tendendole in questo modo una trappola. Lucia, che aveva ricevuto la raccomandazione di non uscire perché avrebbe corso dei pericoli, va a chiamare il frate del convento di via Marsala, ma viene rapita dal Nibbio e condotta al castellaccio dellInnominato. Nellultimo secolo, senza cambiare la struttura originaria, il convento è stato trasformato in una residenza che racchiude una decina di alloggi. Ora se ne affiancheranno più del doppio, spazzando via i giardini, che fino a ieri erano classificati di interesse storico. «Non si capiscono i criteri con cui è stata accettata questa modifica - commenta Roberto Scanagatti, ex vicesindaco e capogruppo del Pd - . Non cè interesse pubblico nella trasformazioni di alcune aree dutilità pubblica o interesse storico, in zone edificabili con un indice al massimo del consentito». La giunta ha giustificato la scelta compiuta commentandola con un generico «intervento necessario». Il Pgt, che aggiorna il piano Piccinato del 1971, prevede inoltre per la Cascinazza, limmensa area di proprietà di Paolo Berlusconi accusato di volerci fare una maxi-speculazione edilizia, una destinazione agricola che la toglie dal mercato. Ma per poco. La giunta infatti, per bocca dellassessore allurbanistica Paolo Romani, ha fatto sapere di avere in mente «sostanziali varianti al Pgt». In sostanza per il centrodestra approvare il piano degli avversari politici «è stata una scelta politicamente difficile. Un rospo che abbiamo ingoiato. Ma non ci fermiamo qui: entro un anno sarà pronta la variante che coinvolgerà alcune delle aree strategiche della città stralciate dal Pgt. Da lunedì, la direzione delle nostre decisioni urbanistiche sarà diversa da quella adottata in consiglio». I 55 ettari a sud-est della città di proprietà della Istedin di Paolo Berlusconi potrebbero intanto passare di mano: in pista per lacquisto ci sono i Limonta, proprietari della "Centro Edile", e Francesco Rocca, sovrano brianzolo dei calcestruzzi.